
Il conflitto in Medio Oriente continua ad avere ripercussioni sul piano internazionale, alimentando tensioni diplomatiche e timori legati alla sicurezza. Nelle ultime ore, nuove ricostruzioni giornalistiche su un attacco avvenuto nel sud dell’Iran hanno riacceso l’attenzione su possibili responsabilità operative, mentre negli Stati Uniti le autorità hanno annunciato un rafforzamento delle misure di vigilanza in diverse città.

Attacco a Minab del 28 febbraio: l’analisi del New York Times
Secondo un’analisi pubblicata dal New York Times, elementi raccolti sull’attacco del 28 febbraio a Minab, nel sud dell’Iran, indicherebbero che una scuola sarebbe stata colpita con elevata probabilità da un raid statunitense diretto contro una base delle Guardie della rivoluzione situata nelle vicinanze. L’inchiesta si basa su immagini satellitari e su video girati da passanti pochi minuti dopo l’esplosione.
Le immagini esaminate mostrerebbero che l’edificio scolastico e l’area della base dei pasdaran sarebbero stati colpiti quasi nello stesso momento. In uno dei filmati citati nell’analisi si vedrebbero più colonne di fumo alzarsi contemporaneamente dall’area militare e dalla scuola, un dettaglio che, secondo la ricostruzione, rafforzerebbe l’ipotesi di un unico attacco aereo che avrebbe interessato entrambe le strutture. L’episodio si colloca nel quadro di operazioni che, negli ultimi giorni, hanno preso di mira obiettivi collegati all’apparato militare iraniano.

Sicurezza negli Stati Uniti: rafforzate le misure in diverse città
In parallelo, negli Stati Uniti l’amministrazione guidata da Donald Trump ha disposto un potenziamento delle misure di sicurezza sul territorio nazionale, con l’obiettivo di prevenire possibili ritorsioni attribuite all’Iran o a gruppi a esso collegati. Autorità federali e locali hanno comunicato l’aumento delle pattuglie in varie grandi città, tra cui New York, Miami e Los Angeles, con controlli intensificati nelle aree ritenute sensibili.
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