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“Chi è in testa!”. Primarie centrosinistra: il sondaggio che sorprende tutti

Sondaggio sulle primarie del centrosinistra: grafica con riferimento a Giuseppe Conte

Il nuovo sondaggio Izi, diffuso dal quotidiano Domani, fotografa l’orientamento degli elettori dell’area progressista in vista di eventuali primarie nel centrosinistra.

Le percentuali vengono presentate come un indicatore del momento politico interno al centrosinistra, con un consenso che appare concentrarsi sul leader del Movimento 5 Stelle in una fase di ridefinizione degli equilibri. Nel quadro delineato dall’indagine, il dato viene letto anche come segnale di una domanda politica legata a temi sociali e a una percezione di disagio ancora presente in una parte dell’elettorato.

Giuseppe Conte l’ex premier ha dichiarato appena 24mila euro

Primarie nel centrosinistra: cosa dice il sondaggio Izi

Nel dettaglio, il sondaggio Izi attribuisce a Giuseppe Conte il 36,1% tra gli elettori progressisti chiamati a esprimersi su possibili primarie. Il dato, secondo la rilevazione, aumenterebbe al 42,6% se la competizione venisse circoscritta a un numero minore di candidati, elemento che suggerisce una possibile convergenza più ampia in una fase successiva della selezione.

La rilevazione non viene presentata come un esito definitivo, ma come una fotografia utile a comprendere la dinamica del consenso nell’area e l’eventuale forza dei diversi profili in campo.

Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico

Il ruolo di Elly Schlein nel campo progressista

Accanto ai numeri attribuiti a Conte, l’indagine colloca su un piano diverso la posizione di Elly Schlein. La segretaria del Partito Democratico viene associata, nel racconto politico che accompagna i dati, a un lavoro di ricomposizione e ricostruzione del fronte progressista dopo le elezioni del 2022, in un contesto segnato da divisioni e difficoltà di coordinamento tra le diverse forze.

Il quadro descritto distingue tra chi opera sul piano dell’organizzazione e della ricostruzione dei rapporti politici e chi, nell’attuale fase, raccoglie più consenso nella prospettiva di una consultazione interna. Si tratta di un equilibrio che potrebbe incidere sulle scelte future della coalizione, soprattutto in presenza di regole di partecipazione e competizione ancora da definire.

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