La “ragazza col casco” e l’uso degli sparkler
In questa fase della serata entrano in gioco le bottiglie servite ai tavoli accompagnate dagli sparkler, piccoli bengala luminosi che producono scintille. Diversi filmati hanno mostrato una giovane donna, con il volto coperto da un casco, seduta sulle spalle di un ragazzo e con in mano una bottiglia su cui era fissato uno di questi bengala. Proprio quella bottiglia avrebbe dato avvio al principio d’incendio che ha poi coinvolto il soffitto del locale. Secondo quanto emerso, la giovane in questione non sarebbe una cliente, bensì una cameriera del locale. Le cameriere del Constellation, che nei video appaiono con il volto coperto da un casco, erano presumibilmente consapevoli del rischio connesso all’utilizzo dei bengala in prossimità dei pannelli fonoassorbenti, già segnalato in passato da servizi televisivi e riprese video. Un filmato del 2020, citato dalla testata svizzera RTS, documenterebbe infatti l’utilizzo delle stesse candele di tipo bengala nelle vicinanze del soffitto. Jessica Moretti, nel corso dell’interrogatorio, ha riconosciuto che le cameriere, salendo sulle spalle dei colleghi, portavano le bottiglie con gli sparkler ai tavoli dei clienti, precisando che si trattava di una pratica già vista nel locale: “È una cosa che non facevamo sempre. Non era la prima volta, però. Non l’ho mai impedito ma non l’ho neanche mai ordinato”. Ha poi specificato che, secondo le regole interne, “non lasciamo mai che i clienti usino le candele. Quando si spengono, le mettiamo in un bicchiere d’acqua”.

Lo scoppio dell’incendio e i soccorsi a Crans-Montana
La dinamica cambia improvvisamente quando viene notato il primo focolaio. Jessica Moretti ha riferito di aver avvertito dapprima un movimento anomalo della folla e, subito dopo, di aver scorto “una luce arancione nell’angolo del bar”. In quel momento, a prendere fuoco sarebbe stato il soffitto, in corrispondenza dei pannelli posti sopra l’area di servizio.
Da quel punto, la situazione si sarebbe trasformata in una corsa contro il tempo per evacuare il locale di Crans-Montana. La donna ha spiegato di aver ordinato immediatamente l’uscita dei presenti, urlando “Fuori tutti!”, e di aver contattato i vigili del fuoco: “Era l’1.28”. Quasi nello stesso momento avrebbe avvisato anche il marito: “C’è del fuoco al Constel, vieni subito!”.


Indagini su presenza di minorenni e responsabilità dei titolari
Dalle stesse dichiarazioni rese ai magistrati svizzeri emerge un ulteriore profilo oggetto di verifica: l’eventuale presenza di minorenni all’interno del locale al momento dell’incendio. I coniugi Moretti avrebbero ammesso questa possibilità, sottolineando al contempo le difficoltà nel controllo sistematico dei documenti all’ingresso. “Facciamo il massimo per controllare, ma tra documenti falsi e situazioni che non conosco non è impossibile”, avrebbero dichiarato, riferendosi alla gestione degli accessi.
Nel corso dell’interrogatorio, Jessica Moretti ha inoltre definito l’accaduto “il dramma della mia vita” e ha aggiunto: “Non so come farò ad andare avanti”. La procura svizzera prosegue le indagini per accertare con precisione la catena di responsabilità relativa alla sicurezza del locale, alle misure antincendio adottate e all’utilizzo dei bengala durante la serata di Capodanno a Crans-Montana. L’inchiesta dovrà chiarire, in particolare, il ruolo della cosiddetta “ragazza col casco”, identificata come cameriera, e verificare se le procedure interne del Constellation fossero conformi alle normative vigenti. L’episodio, che ha trasformato una festa in una tragedia con morti e feriti, resta al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica, mentre la comunità locale e le famiglie delle vittime attendono gli esiti degli accertamenti tecnici e delle responsabilità penali connesse al rogo di Capodanno.