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Chi era il giovane ladro ucciso dal proprietario di una cascina: il dolore della compagna

Il gruppo e la fuga dopo gli spari

Secondo l’ipotesi investigativa, Gjovalin Lazri sarebbe arrivato nella cascina insieme a un gruppo composto in totale da quattro o cinque persone. La presenza degli altri soggetti deve ancora essere confermata attraverso gli elementi raccolti nel corso delle indagini.

Dopo gli spari, le persone che sarebbero state con Lazri avrebbero lasciato l’area a piedi. In seguito potrebbero essersi allontanate utilizzando un mezzo, ma anche questo passaggio richiede ulteriori riscontri. Gli investigatori stanno cercando di individuare eventuali persone informate sui fatti e di identificare tutti coloro che potrebbero avere avuto un ruolo nella vicenda.

La posizione della cascina rende il lavoro più complesso. La zona è infatti isolata e senza telecamere di videosorveglianza che possano avere ripreso l’arrivo del gruppo, i momenti precedenti alla sparatoria o la fuga successiva.

In assenza di immagini, l’inchiesta si baserà soprattutto sui rilievi tecnici, sulle tracce eventualmente rinvenute, sulle analisi balistiche e sulle testimonianze. Ogni elemento potrà contribuire a definire con maggiore accuratezza tempi, movimenti e presenza delle persone nella struttura.

La chiamata ai soccorsi e l’indagine su Roberto Mollo

Stando alla ricostruzione finora emersa, dopo avere esploso i colpi sarebbe stato lo stesso Roberto Mollo a contattare i soccorsi. Il personale del 118, arrivato sul posto, ha tentato di rianimare il 36enne, ma le sue condizioni erano già estremamente gravi e non è stato possibile salvarlo.

Il proprietario della cascina è iscritto nel registro degli indagati per omicidio volontario. Si tratta di un passaggio che consente alla procura di effettuare gli accertamenti con le necessarie garanzie difensive e che, come previsto dalla legge, non rappresenta un’affermazione di colpevolezza.

L’arma usata nella notte risulta regolarmente denunciata. Gli inquirenti stanno tuttavia approfondendo anche un aspetto specifico: verificare se la pistola potesse essere detenuta legittimamente nella cascina, luogo diverso dall’eventuale residenza del proprietario. È uno dei punti che saranno valutati nel corso dell’indagine.

Autopsia e accertamenti balistici dovranno chiarire il numero dei proiettili, le distanze, le traiettorie e ogni altro dato tecnico utile. Soltanto al termine delle verifiche sarà possibile delineare un quadro più completo di quanto accaduto a Baldissero d’Alba.

Un altro furto in paese, nessun collegamento accertato

Nelle ore successive alla morte di Lazri, a Baldissero d’Alba è stato segnalato anche un altro furto. Un’abitazione sarebbe stata svaligiata mentre il proprietario si trovava a messa e dall’interno sarebbero stati sottratti alcuni gioielli.

Al momento, però, non risultano elementi che colleghino i due episodi. Le indagini procedono separatamente e restano concentrate, per quanto riguarda la cascina, sulla ricostruzione della presenza del gruppo, sulla dinamica degli spari e sulle conseguenze giudiziarie della notte in cui Gjovalin Lazri ha perso la vita.

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