Il nome nel biglietto e le verifiche
Nel prosieguo della telefonata, l’avvocato Gian Luigi Tizzoni chiede se nel biglietto fossero presenti ulteriori indicazioni, come il cognome o altri riferimenti utili. La risposta, nella ricostruzione riportata, è di incertezza: “Non lo so – risponde Rita Preda – non dice il cognome, dice solo…”.
Il nome “Marco” viene collegato, nel racconto dell’epoca, a Marco Panzarasa, amico di Alberto Stasi. Il biglietto, tuttavia, resta descritto come un elemento privo di attribuzione certa e collocato in un periodo in cui circolavano diverse segnalazioni e messaggi anonimi indirizzati alla famiglia.

Il contesto investigativo: cautela e indicazioni alla famiglia
Dalla conversazione emergono anche indicazioni di prudenza. L’avvocato invita Rita Preda a limitare comportamenti che possano essere interpretati in modo non corretto nel clima di quel periodo, segnato dall’evoluzione della direzione delle indagini e da un’attenzione elevata su ogni dettaglio.
Nello stesso scambio viene richiamata l’ipotesi, riferita come orientamento della famiglia in quei mesi, di un possibile furto finito male. Il riferimento si inserisce nel contesto delle valutazioni che, nelle fasi iniziali, accompagnano spesso le inchieste su delitti avvenuti in ambito domestico.
Le parole dell’avvocato Tizzoni sulle difficoltà probatorie
La telefonata si conclude con una riflessione legata agli elementi oggettivi raccolti e al peso delle tracce nella ricostruzione investigativa. In particolare, l’avvocato Tizzoni afferma: “All’inizio avevano preso un po’ una strada, adesso…Però torno a dire: se non ci sono impronte di estranei, comunque vada si fa veramente dura per Stasi di dimostrare che non è lui, perché, alla fine è vero che uno può aver usato i guanti e tante cose, però nel frattempo un po’ di impronte così…tipo quella in bagno, che vuole dire che è andato a lavarsi”.
Il caso Garlasco oggi
Il delitto di Garlasco continua a essere seguito anche per il riaffiorare periodico di elementi legati alle prime fasi dell’inchiesta, tra documenti, dichiarazioni e ricostruzioni. La vicenda mantiene al centro la condanna definitiva di Alberto Stasi, mentre l’attenzione mediatica recente ha riportato in primo piano anche altri nomi, tra cui Andrea Sempio, indicato come indagato.
Gli sviluppi restano legati alle attività degli inquirenti e agli atti ufficiali. Eventuali aggiornamenti verranno definiti esclusivamente dalle autorità competenti nell’ambito delle procedure previste.