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Chi sono i due uomini fermati per l’assalto al portavalori: la scoperta sconvolgente su uno di loro

I due arrestati e i loro profili

Secondo quanto riporta Fanpage, le manette sono scattate per Giuseppe Iannelli e Giuseppe Russo, entrambi originari di Foggia. Iannelli, 38 anni, non è un volto qualunque nel mondo militare: è un ex paracadutista con un passato nel battaglione San Marco dell’Esercito Italiano, una unità d’élite famosa per le sue capacità operative. Russo, 62 anni, accompagna invece la sua vita criminale a un’età in cui la maggior parte degli italiani è già lontana da azioni del genere. I due sono stati individuati e fermati durante un inseguimento nelle campagne tra il Salento e la provincia di Lecce, in seguito all’allarme lanciato subito dopo l’assalto fallito.

Secondo quanto riportano le autorità, entrambi dovranno rispondere di accuse gravissime: tentato omicidio, rapina pluriaggravata, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. La loro posizione è ora all’esame della Procura, che nelle prossime ore chiederà la convalida davanti al gip. Le indagini proseguono senza sosta per individuare gli altri componenti del commando.

Perché il colpo è fallito e cosa resta delle indagini

Nonostante la pianificazione e la violenza dell’assalto, gli investigatori ritengono che il colpo non abbia raggiunto il suo obiettivo: la cassaforte è rimasta intatta o almeno inaccessibile grazie ai sistemi di sicurezza del portavalori. La presenza di schiuma antirapina, attivata dopo l’esplosione, ha ostacolato i malviventi nell’estrazione delle banconote, costringendoli a rinunciare alla rapina e a fuggire sotto la pressione delle forze dell’ordine.

La cattura di Iannelli e Russo rappresenta un primo successo investigativo, ma non la fine delle operazioni. Secondo le autorità, infatti, altri complici sono ancora ricercati, con posti di blocco e controlli serrati istituiti nei comuni del Brindisino e del Leccese nelle ore successive all’assalto. La zona è stata teatro di analoghi tentativi negli ultimi anni, con la superstrada 613 tristemente nota per essere bersaglio di rapine ad alto impatto.

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