
“Chiuso!”. Garlasco, la notizia su Andrea Sempio poco fa. Ora cosa succede. L’indagine sul delitto di Chiara Poggi entra in una fase decisiva. La Procura di Pavia ha notificato ad Andrea Sempio un nuovo avviso di conclusione delle indagini preliminari, dopo quello già depositato il 7 maggio. Il provvedimento comprende gli ulteriori accertamenti svolti negli ultimi mesi e concede alla difesa venti giorni per esaminare gli atti e presentare eventuali osservazioni.
Il secondo avviso non modifica l’accusa formulata nei confronti dell’indagato, ma aggiorna formalmente il fascicolo con le indagini integrative disposte dalla pubblica accusa. Al termine di questa fase, la Procura potrà valutare la richiesta di rinvio a giudizio. Ma cosa significa in concreto tutto ciò e cosa succederà nelle prossime ore?

Indagine Garlasco, il nuovo avviso per Andrea Sempio
Secondo quanto riferito dai legali di Andrea Sempio, Angela Taccia e Liborio Cataliotto, il nuovo atto ripropone nella sostanza il contenuto del precedente provvedimento. La notifica consente tuttavia alla difesa di accedere agli approfondimenti peritali acquisiti successivamente e di predisporre le proprie controdeduzioni tecniche.
La Procura ha comunicato: «Si è proceduto in data odierna alla notifica dell’avviso ex art. 415 bis con deposito di tutti gli atti, comprensivi delle indagini integrative disposte. Il capo di incolpazione nei confronti di Andrea Sempio resta invariato».
Il riferimento è all’avviso previsto dall’articolo 415 bis del Codice di procedura penale, che chiude la fase delle indagini preliminari e permette all’indagato di consultare gli atti raccolti. Entro venti giorni, la difesa può depositare memorie, produrre documenti, chiedere ulteriori atti di indagine o rendere dichiarazioni.

Delitto Chiara Poggi, l’ipotesi della Procura di Pavia
L’accusa contestata a Andrea Sempio riguarda l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, con le aggravanti della crudeltà e dei futili motivi. Secondo l’impostazione degli inquirenti, il movente sarebbe collegato al rifiuto di un approccio sessuale da parte della vittima.
Nei documenti dell’accusa si legge che l’indagato avrebbe agito «per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale». Si tratta dell’ipotesi formulata dalla Procura, che dovrà eventualmente essere verificata nel contraddittorio tra accusa e difesa.
Tra gli elementi valorizzati nell’inchiesta ci sono tre telefonate effettuate nei giorni precedenti il delitto verso l’abitazione della famiglia Poggi. Per gli investigatori, quelle chiamate non sarebbero state rivolte a Marco Poggi, amico di Sempio, ma alla stessa Chiara. La ricostruzione resta al centro del confronto difensivo.
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