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“Ci ha lasciati”. Addio al politico e ministro italiano, l’annuncio è appena arrivato

Il passaggio al governo: ministro del Tesoro in una fase cruciale

Il punto più noto della sua carriera istituzionale resta l’esperienza al governo: tra il 1992 e il 1994 Piero Barucci ha ricoperto la carica di ministro del Tesoro, prima nell’esecutivo guidato da Giuliano Amato e successivamente in quello presieduto da Carlo Azeglio Ciampi.

Si trattò di un periodo complesso per i conti pubblici e per la credibilità finanziaria del Paese, nel quale il ministero fu impegnato su dossier centrali: politiche di risanamento, interventi di riforma e misure volte a rafforzare l’impianto di finanza pubblica in un contesto economico delicato.

In quella fase, il ruolo del Tesoro risultò determinante nel rapporto tra scelte di bilancio, stabilità del sistema e necessità di adottare strumenti coerenti con l’evoluzione del quadro economico. La presenza di Barucci, proveniente da una lunga esperienza tecnica e manageriale, si inserì in una stagione in cui la competenza economica veniva spesso chiamata a sostenere la gestione istituzionale delle emergenze.

L’incarico al ministero si colloca, inoltre, in un passaggio storico segnato da riforme e decisioni che hanno inciso sulla struttura economica del Paese, con effetti che hanno toccato cittadini, imprese e amministrazioni.

Autorità garante e impegno per la concorrenza

Dopo l’esperienza di governo, Barucci ha continuato a operare in ambito pubblico e di regolazione. Per sette anni ha fatto parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, contribuendo all’attività di tutela della concorrenza e alla vigilanza sul funzionamento dei mercati.

All’interno dell’Autorità, il lavoro si è concentrato su principi di trasparenza, correttezza commerciale e rispetto delle regole, con l’obiettivo di garantire condizioni eque tra operatori e rafforzare i meccanismi di controllo nei settori interessati.

L’esperienza in un organismo di garanzia ha rappresentato un ulteriore tassello nel profilo di Barucci, caratterizzato dall’alternanza tra incarichi gestionali, responsabilità istituzionali e contributo alla definizione delle regole del mercato.

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La carriera accademica tra Siena e Firenze

Accanto agli incarichi nel sistema finanziario e nelle istituzioni, la dimensione universitaria è stata centrale. Piero Barucci ha insegnato presso le università di Siena e di Firenze, città in cui si era laureato nel 1959 e che è rimasta un punto di riferimento costante nella sua vita professionale.

Nel suo percorso accademico è stato anche preside della facoltà di Economia e Commercio, ruolo attraverso il quale ha contribuito all’organizzazione didattica e alla crescita della struttura universitaria, incidendo sulla formazione di studenti e giovani economisti.

L’attività di docenza e di gestione accademica ha affiancato per anni gli impegni istituzionali e manageriali, confermando un profilo che ha unito ricerca, insegnamento e responsabilità operative.

La combinazione di competenze tecniche e funzioni pubbliche ha reso Barucci una figura di riferimento riconosciuta per rigore e capacità di raccordo tra ambiti differenti, dal mondo bancario alle istituzioni, fino all’università.

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