Dall’impegno per i consumatori all’ingresso stabile in politica
Nel 2012 Valeria Fedeli amplia ulteriormente il proprio raggio d’azione, assumendo l’incarico di vicepresidente di Federconsumatori. In questo ruolo concentra il suo impegno sulla tutela dei cittadini e dei consumatori, in un contesto segnato dalla crisi economica e dalla crescente difficoltà di molte famiglie ad accedere a servizi essenziali e prodotti a condizioni eque. La sua esperienza nel mondo sindacale le consente di affrontare la questione dei diritti dei consumatori con un approccio orientato alla giustizia sociale, con particolare attenzione ai temi delle tariffe, delle bollette, dei servizi pubblici e della trasparenza delle pratiche commerciali. L’incarico in Federconsumatori rafforza ulteriormente la sua visibilità pubblica e segna un passaggio verso un impegno politico più diretto.
Proprio nel 2012, dopo decenni trascorsi nella militanza sindacale, Fedeli decide di lasciare formalmente gli incarichi nel sindacato per dedicarsi completamente alla politica istituzionale. La scelta si colloca in un momento di forte trasformazione del quadro politico italiano, successivo alla crisi del governo tecnico e alla riorganizzazione delle principali forze parlamentari. Alle elezioni politiche del 2013 si candida nelle liste del Partito democratico e viene eletta senatrice. L’ingresso a Palazzo Madama segna l’inizio di una nuova fase, in cui l’esperienza maturata nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro viene trasferita nell’attività legislativa, in particolare nell’ambito delle commissioni competenti per il lavoro, le politiche sociali e i diritti.

Il ruolo di vicepresidente del Senato e l’esperienza parlamentare
Nel corso della XVII legislatura, Valeria Fedeli assume l’incarico di vicepresidente del Senato, una delle più alte cariche istituzionali della Repubblica. In questo ruolo partecipa alla gestione dei lavori d’aula e rappresenta uno dei riferimenti della maggioranza nelle dinamiche parlamentari. Tra gennaio e febbraio 2015, in una fase particolarmente delicata della vita istituzionale italiana, Fedeli presiede temporaneamente i lavori del Senato. Ciò avviene dopo che il presidente dell’epoca, Pietro Grasso, viene chiamato a svolgere il ruolo di Presidente della Repubblica supplente in seguito alle dimissioni di Giorgio Napolitano. In quel frangente, la vicepresidente assicura la continuità del funzionamento dell’aula di Palazzo Madama.
L’esperienza da vicepresidente la pone al centro delle dinamiche parlamentari legate alle riforme istituzionali, alle leggi di bilancio e ai provvedimenti in materia di lavoro e welfare. La sua attività si caratterizza per l’attenzione alla rappresentanza delle istanze sociali e del mondo del lavoro, in continuità con il percorso svolto negli anni precedenti. Parallelamente all’incarico nella Presidenza del Senato, Fedeli prende parte al dibattito interno al Partito democratico su temi come la riforma del mercato del lavoro, il sistema di protezione sociale, le politiche industriali e la contrattazione collettiva, mantenendo un forte legame con le organizzazioni sindacali e con i territori.

L’incarico di ministra dell’Istruzione nel governo Gentiloni
Nel 2016, con la nascita del governo guidato da Paolo Gentiloni, Valeria Fedeli viene nominata ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Si tratta di uno dei dicasteri più rilevanti del governo, al centro del confronto politico per le ricadute dirette sul sistema scolastico, sugli atenei e sulla comunità scientifica. Il suo mandato si svolge in un periodo caratterizzato da un intenso dibattito sulle riforme della scuola, sull’attuazione dei provvedimenti precedenti e sul finanziamento del sistema universitario e della ricerca. Il confronto con le organizzazioni sindacali del comparto, con le associazioni degli studenti e con i dirigenti scolastici accompagna gran parte della sua esperienza al ministero.
Tra le priorità indicate durante il suo incarico emergono l’attenzione all’inclusione scolastica, il contrasto alla dispersione, il sostegno agli studenti con disabilità e la valorizzazione del ruolo degli insegnanti. Un ulteriore ambito di intervento riguarda la promozione delle pari opportunità nei percorsi di studio, con particolare attenzione alle discipline scientifiche e tecnologiche, dove la presenza femminile rimane inferiore rispetto a quella maschile. Fedeli resta alla guida del ministero fino alla conclusione della legislatura, accompagnando il governo Gentiloni fino allo scioglimento delle Camere e alle successive elezioni politiche. Il suo impegno in questa fase contribuisce a consolidare la sua immagine di esponente istituzionale attenta alle tematiche educative e ai diritti degli studenti.

La nuova elezione in Senato, l’uscita dalle istituzioni e il ruolo nel dibattito pubblico
Alle elezioni politiche del 2018, Valeria Fedeli viene nuovamente eletta senatrice, proseguendo così il proprio impegno parlamentare nella XVIII legislatura. In questa fase continua a occuparsi di temi legati all’istruzione, al lavoro, alle politiche sociali e ai diritti, intervenendo in aula e nelle commissioni competenti. Nel 2022, in occasione del successivo appuntamento elettorale, non viene ricandidata. La sua mancata presenza nelle liste segna l’uscita formale dalle istituzioni, ma non comporta un ritiro dalla vita pubblica. Anche dopo la fine del mandato parlamentare, infatti, Fedeli continua a partecipare al confronto politico attraverso interventi, interviste e iniziative su temi di carattere sociale e civile.
In particolare, la sua voce resta presente nel dibattito sulla condizione delle donne nel lavoro, sulla rappresentanza femminile nelle istituzioni e sui diritti delle minoranze. Il suo contributo, maturato in anni di esperienza sul campo, rimane punto di riferimento per associazioni, realtà territoriali e gruppi impegnati nel contrasto alle disuguaglianze. La sua uscita dalla scena parlamentare non interrompe neppure il legame con il mondo sindacale e con le organizzazioni del lavoro, che continuano a coinvolgerla in momenti di confronto pubblico, convegni e iniziative di approfondimento sui temi dei diritti e della coesione sociale. Un capitolo fondamentale della vita di Valeria Fedeli è costituito dall’impegno per il femminismo italiano e per la promozione della parità di genere. Oltre al lavoro svolto nei luoghi di lavoro e nelle istituzioni, Fedeli partecipa alla nascita e allo sviluppo di iniziative collettive volte a contrastare la discriminazione e la rappresentazione stereotipata delle donne. È tra le fondatrici del comitato “Se non ora, quando?”, movimento che si afferma sulla scena pubblica italiana per denunciare la rappresentazione sessista e degradante delle donne nei media, nella politica e più in generale nello spazio pubblico.

Vita privata, radici e l’eredità lasciata al mondo politico e sindacale
Accanto all’impegno pubblico, Valeria Fedeli conserva un forte legame con la propria dimensione personale e familiare. Era sposata con Achille Passoni, senatore del Partito democratico e a sua volta sindacalista di lunga esperienza nella Cgil. La coppia rappresentava un punto di riferimento per l’area del sindacalismo riformista e per il mondo politico vicino alla sinistra. Pur originaria di Treviglio, in Lombardia, Fedeli viveva stabilmente a Roma, città nella quale ha svolto gran parte della sua attività istituzionale e politica. La capitale è stata il luogo delle sue principali battaglie parlamentari, ma anche lo spazio in cui ha intrecciato relazioni con associazioni, movimenti e realtà della società civile.
Con la sua scomparsa, il mondo politico e sindacale italiano perde una protagonista che ha attraversato stagioni diverse della storia repubblicana, dalla fase delle grandi vertenze industriali fino al confronto sulle riforme istituzionali e sulle politiche educative. Colleghi, avversari politici, militanti e rappresentanti delle associazioni la ricordano per il rigore, la coerenza e la continuità del suo impegno. L’eredità di Valeria Fedeli si misura nella traccia lasciata nelle organizzazioni in cui ha operato – Cgil, Federconsumatori, Partito democratico, istituzioni parlamentari e governo e nel contributo dato alla causa dei diritti delle donne e dei lavoratori.