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“Ci ritiriamo”. Guerra, l’annuncio a sorpresa poco fa: cosa succede

Guerra in Ucraina: ritiro strategico da 5 insediamenti

Le forze ucraine hanno annunciato il ritiro da cinque insediamenti situati nella regione meridionale di Zaporizhzhia secondo quanto riporta la Repubblica. La decisione è giunta dopo un aumento significativo della pressione militare russa e una crescita del rischio per il personale militare ucraino. Gli insediamenti evacuati, tra cui Novouspenivske, Novye, Okhotnyche, Uspenivka e Novomykolaivka, sono stati oggetto di intensi attacchi negli ultimi giorni, con oltre un centinaio di episodi di violenza documentati.

Pressione russa nel Donbass e nuove avanzate

La pressione russa non si limita al sud dell’Ucraina. Nel Donbass, le truppe di Mosca hanno approfittato delle condizioni atmosferiche avverse per avanzare. Secondo le autorità militari ucraine, circa 300 soldati russi sono entrati a Pokrovsk sfruttando la fitta nebbia che ha compromesso la visibilità e l’efficacia dei droni di sorveglianza ucraini. La presenza russa in città si è rafforzata, aumentando la tensione tra i residenti e rendendo più complessa la difesa del settore.

Le fonti di Kiev segnalano che l’obiettivo dichiarato da Mosca è il controllo completo del Donbass, promosso anche attraverso dichiarazioni ufficiali che parlano di “vittoria imminente”. Gli scontri in questa area sono tra i più duri dall’inizio del conflitto, con continui tentativi di accerchiamento e raid mirati contro le infrastrutture civili e militari.

Parallelamente, l’esercito russo ha dichiarato la conquista di altri tre villaggi nell’est e punta ora a rafforzare la propria presenza nei pressi di Kupyansk. Gli attacchi si concentrano soprattutto sulle infrastrutture strategiche e sulle principali vie di comunicazione, con l’obiettivo di isolare le truppe ucraine e favorire ulteriori avanzate.

Secondo fonti internazionali, la situazione resta estremamente fluida: le difese ucraine appaiono sotto crescente pressione, mentre i combattimenti si moltiplicano lungo tutto il fronte orientale.

Il ruolo della diplomazia e le tensioni tra Mosca e Washington

Oltre all’aspetto militare, il conflitto si gioca anche sul piano diplomatico. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha riferito di aver avuto una “conversazione buona ed educata” con il segretario di Stato Usa Marco Rubio, negando tensioni che avrebbero condotto alla cancellazione di un summit tra Vladimir Putin e Donald Trump. Lavrov ha inoltre precisato che la sospensione degli accordi sul vertice è stata decisa unilateralmente dagli Stati Uniti.

Il diplomatico russo ha anche ribadito la disponibilità di Mosca ad affrontare con Washington le accuse relative a presunti test nucleari sotterranei segreti, escludendo però ogni coinvolgimento della Russia e invitando a un confronto diretto con le autorità statunitensi per chiarire la questione.

Le dichiarazioni di Lavrov si inseriscono in un quadro di relazioni sempre più tese tra Mosca e le potenze occidentali, con ripetuti scambi di accuse e una crescente diffidenza reciproca.

Impatto umanitario e reazione della comunità internazionale

La crisi in corso ha drammatiche ripercussioni sulla popolazione civile. Negli ultimi giorni, il Papa ha inviato un nuovo convoglio umanitario diretto a Kharkiv, una delle città maggiormente colpite dagli scontri. Il carico, composto da beni di prima necessità, abiti e coperte, rappresenta un ulteriore gesto di solidarietà promosso dal Dicastero per l’evangelizzazione, in preparazione del Giubileo dei poveri.

Le organizzazioni internazionali sottolineano la necessità di intensificare gli aiuti umanitari, mentre aumentano gli sfollati e si moltiplicano le richieste di assistenza medica nelle aree di conflitto. Le condizioni di vita nella regione restano critiche, con blackout frequenti e difficoltà di accesso ai servizi essenziali.

Nel frattempo, centri strategici come Kramatorsk e Sloviansk rimangono saldamente sotto controllo ucraino. Queste località rappresentano punti chiave per il coordinamento della difesa e la tenuta delle linee ucraine sul territorio.

La comunità internazionale osserva con apprensione l’evolversi degli eventi, esprimendo preoccupazione per l’escalation militare e invitando le parti a riprendere il dialogo diplomatico per scongiurare ulteriori peggioramenti.

Condizioni meteo e variabili operative

Gli esperti militari sottolineano come le condizioni meteorologiche, tra cui la nebbia e il freddo intenso, stiano influenzando in modo determinante le operazioni sul campo. Le limitazioni alla visibilità e alla mobilità complicano la gestione delle truppe e rendono più difficili le azioni di ricognizione e sorveglianza, soprattutto nelle zone del Donbass.

La complessità del conflitto è accentuata dalla necessità di adattare continuamente le strategie a un contesto in rapido mutamento, dove ogni vantaggio tattico può risultare decisivo per le sorti della guerra.

Il conflitto in Ucraina è giunto oggi al suo 1.356° giorno, segnando una fase di crescente tensione sia dal punto di vista militare che diplomatico. Le parti coinvolte restano ferme sulle proprie posizioni, mentre le operazioni continuano a intensificarsi su più fronti.

La situazione resta in costante evoluzione e ogni sviluppo viene monitorato con attenzione dalla comunità internazionale, in attesa di possibili svolte nei delicati equilibri che caratterizzano la regione.

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