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“Ciao papà”: grave lutto per la politica italiana, il triste annuncio

Quella risposta diventata un ricordo

Nel dolore dell’addio c’è anche un ricordo capace di strappare un sorriso. È una delle parti più personali del messaggio, perché restituisce il carattere del padre attraverso una semplice battuta.

Quando Serracchiani gli chiedeva come stesse, lui aveva una risposta praticamente immancabile: «Mejo de te».

Una frase pronunciata con ironia e che, a quanto racconta la deputata, non era riservata soltanto alla figlia. Era infatti una battuta che l’uomo utilizzava anche con altre persone.

Oggi quelle poche parole diventano uno dei ricordi più vivi di un rapporto costruito anche attraverso la leggerezza, le battute e quella particolare complicità che soltanto il tempo trascorso insieme riesce a creare.

“Se oggi sono quella che sono, lo devo a te e alla mamma”

Nel suo messaggio Serracchiani riconosce apertamente il ruolo avuto dai genitori nella sua formazione e nella persona che è diventata.

Il padre, in particolare, viene raccontato come una figura capace di sostenerla anche davanti alle scelte più difficili, accompagnandola nel percorso che l’ha portata dagli anni della giovinezza fino alla vita adulta e alla politica.

«Se oggi sono quella che sono, lo devo a te e alla mamma», scrive la deputata, mettendo in quelle parole il peso di una riconoscenza che va oltre il semplice ricordo.

L’ultimo saluto, tra affetto e ironia

Nella parte conclusiva del messaggio, Serracchiani immagina il padre insieme ad alcune delle persone e degli animali che hanno fatto parte della loro storia: Filippo, Ughetto, Matilda e Bea.

È una scena immaginata come una lunga passeggiata insieme, quasi un modo per accompagnarlo idealmente verso un luogo nel quale ritrovare ciò che aveva amato.

E proprio quando il messaggio sembra avviarsi verso la chiusura più malinconica, torna quell’ironia che aveva caratterizzato il ritratto del padre. L’ultima frase è dedicata alla squadra del cuore: «E comunque e sempre Forza Roma!».

Prima, però, c’erano state quelle due parole con cui tutto era cominciato e che racchiudono l’intero dolore dell’addio: «Ciao Papà».

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