
Nel caso del delitto di Garlasco, tornano al centro dell’attenzione alcuni contenuti riemersi dal web: messaggi attribuiti ad Andrea Sempio pubblicati anni fa su un forum “seduzione”. Parole scritte in un contesto privato e informale, ma oggi rilette alla luce di un’indagine che, secondo quanto emerso, avrebbe assunto una nuova direzione.
Il punto più discusso è il riferimento, all’interno di quei post, a una presunta “ossessione” per una ragazza, descritta con termini tipici di quel linguaggio di community. La vicenda è diventata particolarmente delicata dopo il cambio di impostazione investigativa: la Procura di Pavia avrebbe infatti modificato il quadro accusatorio nei confronti di Sempio, ipotizzandolo come unico autore dell’omicidio di Chiara Poggi.
In questo scenario, ogni dettaglio viene passato al setaccio: non solo la ricostruzione dei fatti, ma anche elementi laterali come vecchi nickname, frasi estrapolate e definizioni gergali. Il rischio, tuttavia, è quello di sovrapporre epoche e contesti diversi, trasformando uno sfogo giovanile in un potenziale elemento d’accusa, senza che vi sia un collegamento diretto dimostrato.

Il rebus dei messaggi e il significato di “one-itis”
I contenuti contestati riguardano post attribuiti ad “Andreas”, nickname che sarebbe stato utilizzato da Andrea Sempio sul forum. In quelle discussioni compare anche l’espressione “one-itis”, un termine gergale che, in quel tipo di ambienti online, viene usato per indicare un’infatuazione intensa e prolungata verso una singola persona.
È in questo contesto che è stata riportata una citazione, rimasta al centro del dibattito pubblico e mediatico: “L’unica volta in cui mi sono innamorato (da cui poi è nata una one-itis di quasi 2 anni) è capitato in un momento oscuro della mia vita. Tra i 18 e i 20. Da quando ne sono uscito, ho avuto alcuni momenti di forte passione per alcune donne (2 in particolare) ma, nessuna ha mai avuto quell’impatto dirompente nella mia vita, come lo ha avuto la mia ex one-itis”.
Il passaggio, in particolare, viene riletto oggi sotto una luce diversa rispetto a quando fu scritto. Secondo la ricostruzione circolata, per alcuni osservatori il riferimento sarebbe potuto essere ricondotto a Chiara Poggi. Ma si tratta di un collegamento che, stando a quanto dichiarato dalla difesa, non troverebbe riscontro.
La posizione della difesa: “Non è Chiara Poggi”
Per chiarire il punto, è intervenuta l’avvocata Angela Taccia, legale dell’indagato e persona che, secondo quanto riportato, lo conoscerebbe da tempo. La sua posizione è netta e punta a separare in modo netto i contenuti del forum dalla vicenda dell’omicidio di Chiara Poggi.
La dichiarazione riportata è la seguente e viene richiamata come elemento centrale della strategia difensiva: “Mi ricordo benissimo della ragazza di cui si era invaghito, era più piccola di noi. Non c’entra nulla con Chiara Poggi”.
La difesa, in sostanza, sostiene che quei messaggi riguarderebbero una persona diversa dalla vittima e che si tratterebbe di una storia personale priva di collegamenti con l’indagine. In questa prospettiva, l’obiettivo è evitare che un racconto sentimentale di anni prima venga trasformato in un tassello accusatorio.
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