Um grupo de sete pessoas está preso numa gruta inundada na província de Xaysomboun, no centro do Laos, desde a semana passada. No local encontram-se várias equipas de resgate, entre as quais a que participou na operação de salvamento da equipa de futebol tailandesa em 2018.… pic.twitter.com/IhcmeKIllO
— SIC Notícias (@SICNoticias) May 25, 2026
L’incidente nella provincia di Xaisomboun
Le operazioni sono in corso nell’area montuosa vicino a Long Tieng, nella provincia di Xaisomboun. Secondo quanto riferito dalle informazioni emerse finora, il gruppo si sarebbe addentrato nella caverna mercoledì 20 maggio. Non è stato chiarito se l’attività fosse condotta in modo autonomo o se vi fossero collegamenti con una realtà estrattiva organizzata.
La dinamica ricostruita indica che, nei giorni successivi all’ingresso nella grotta, le forti piogge avrebbero provocato un rapido innalzamento dell’acqua, trasformando i corridoi sotterranei in un sistema di passaggi sommersi. In queste condizioni, l’uscita sarebbe diventata impraticabile in tempi brevi.
Un elemento centrale del racconto è la presenza di un superstite: un componente del gruppo sarebbe riuscito a tornare in superficie prima che i tunnel venissero completamente invasi. Sarebbe stato lui a dare l’allarme alle autorità locali, innescando la mobilitazione dei soccorsi.
Le squadre stanno operando con un doppio obiettivo: raggiungere il punto in cui sarebbero bloccate le sette persone e stabilizzare l’area di accesso. La combinazione di acqua, spazi ristretti e roccia rende necessarie verifiche ripetute e progressi graduali.
Tunnel allagati e passaggi larghi circa 60 centimetri
Le condizioni all’interno della grotta vengono descritte come ad alto rischio. Per arrivare all’area dove si troverebbero le persone intrappolate, i soccorritori devono attraversare un tunnel di circa 340 metri, in larga parte allagato, con tratti nei quali l’acqua riduce drasticamente la mobilità.
Il passaggio considerato più critico, secondo quanto riferito dai soccorritori, avrebbe una larghezza di circa 60 centimetri. In più punti, per proseguire, è necessario strisciare tra le rocce e manovrare bombole e materiali in spazi ridotti, in un ambiente dove la gestione dell’aria e la sicurezza individuale restano fattori determinanti.
Le immagini diffuse dagli operatori mostrano corridoi scuri e invasi dall’acqua, con progressioni lente e assistite. Parallelamente, all’esterno, sono attive pompe per abbassare il livello dell’acqua e rendere più accessibili i tratti profondi: un lavoro che può richiedere tempo, perché dipende dalla quantità d’acqua presente e dall’andamento delle condizioni meteo.
Un altro filmato, pubblicato da un gruppo di volontari, documenta l’intervento in superficie: alcuni membri delle squadre fanno passare cavi attraverso fessure nella roccia per guidare i soccorritori verso la sezione in cui si ritiene possano trovarsi i dispersi. Si tratta di attività di supporto fondamentali per orientarsi in un ambiente sotterraneo complesso.