
Giovanissimi coinvolti negli scontri: indagini su minori e maggiorenni
La protesta avrebbe portato nel cuore di Milano giovani residenti in città, nell’hinterland e in altre province lombarde. Tra le persone coinvolte figurerebbero anche ragazzini di 11 e 12 anni, un elemento che ha posto ulteriori interrogativi sulle modalità della loro presenza nelle aree dove si sono verificati danneggiamenti e saccheggi.
Secondo la ricostruzione investigativa, alcuni partecipanti potrebbero essere stati impiegati come manovalanza negli episodi di devastazione. Resta da chiarire se qualcuno abbia agevolato il coinvolgimento dei minori e se l’organizzazione ipotizzata dagli inquirenti avesse una struttura definita.
Per cinque maggiorenni, di età compresa tra 18 e 24 anni, il gip ha disposto quattro misure di custodia cautelare in carcere e un arresto domiciliare con braccialetto elettronico. A San Vittore sono in corso gli interrogatori di un secondo gruppo di indagati, accusati a vario titolo di presunte irruzioni e aggressioni ai danni delle forze dell’ordine.
Il procedimento riguarda anche i minorenni. Il Tribunale per i Minorenni ha disposto per undici ragazzi il collocamento in comunità o l’obbligo di rimanere nell’abitazione familiare. Devono ancora essere definite le posizioni di altri 24 giovani fermati. Le ipotesi di reato contestate comprendono devastazione e saccheggio, oltre alla resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale.

Milano dopo i disordini: riaperture e rafforzamento della sicurezza
Nel frattempo, le attività commerciali del centro stanno gradualmente riaprendo dopo i danni registrati durante gli scontri. Il mondo sindacale ha espresso una condanna netta per le violenze. La Cgil, guidata da Maurizio Landini, ha preso le distanze dai saccheggi, giudicandoli estranei a ogni forma di legittimo dissenso democratico.
Il sindacato ha annunciato un presidio davanti alla Scala e a Palazzo Marino, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sul rispetto delle istituzioni, della coesione sociale e dei principi costituzionali. Sul fronte dell’ordine pubblico è previsto inoltre l’arrivo di cinquecento militari per il controllo delle aree ritenute più sensibili.
Il sindaco Giuseppe Sala ha sottolineato la necessità di garantire la sicurezza, osservando però che la risposta non può essere affidata soltanto agli interventi repressivi. L’indagine prosegue su entrambi i livelli: l’individuazione di chi avrebbe materialmente partecipato alle violenze e la verifica dell’eventuale esistenza di organizzatori capaci di orientare la protesta verso gli scontri a Milano.
