
La morte di Alex Zanardi ha colpito il mondo dello sport italiano e internazionale. Figura centrale per più generazioni di tifosi, l’ex pilota e campione paralimpico è stato per anni associato a determinazione e capacità di ripartire dopo prove estreme.
Nato a Bologna, Alex Zanardi avrebbe compiuto 60 anni il prossimo ottobre. La sua carriera ha attraversato due capitoli distinti ma legati da un filo comune: prima le competizioni motoristiche, poi i successi nello sport paralimpico, dove era diventato uno dei volti più riconoscibili a livello mondiale.


Com’è morto Alex Zanardi: la comunicazione ufficiale della famiglia
La vicenda personale e sportiva di Alex Zanardi era già stata segnata nel 2001, quando un grave incidente in gara nella Formula Cart gli provocò l’amputazione di entrambe le gambe. Un passaggio drammatico che, negli anni, aveva però coinciso con una nuova fase della sua vita pubblica e agonistica.
Dopo la riabilitazione, Zanardi era tornato a gareggiare e si era dedicato al paraciclismo, disciplina nella quale ha ottenuto risultati di rilievo internazionale. Tra i traguardi più noti, le quattro medaglie d’oro e due d’argento tra i Giochi paralimpici di Londra 2012 e Rio 2016, che lo hanno consolidato tra gli atleti italiani più premiati dell’epoca.
Un ulteriore evento critico si era verificato nel 2020, quando Zanardi rimase coinvolto in un incidente in handbike sulle strade del Senese durante una manifestazione benefica da lui organizzata. Secondo quanto ricostruito all’epoca, l’impatto con un camion fu particolarmente violento e le condizioni apparvero subito molto gravi.
Da quel momento, le informazioni sul suo stato di salute sono rimaste riservate. Il decorso è stato seguito con attenzione dall’opinione pubblica, ma con aggiornamenti limitati e nel rispetto della privacy della famiglia.
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