
Dopo giorni di apprensione, la vicenda di Alisya e Sarah si è risolta in poche ore decisive, tra un’operazione su larga scala e un dettaglio digitale che ha cambiato tutto. Le due sorelline, scomparse da una casa famiglia in Abruzzo tra il 6 e il 7 giugno, sono state ritrovate a Formia, all’interno di un appartamento popolare, in condizioni fisiche stabili ma profondamente provate. Dopo aver avuto rassicurazioni sule condizioni di salute, la domanda che ora preme più di tutte è: come hanno fatto ad essere rintracciate? E come e perché si erano allontanate?

Sorelle scomparse, il ritrovamento a Formia
Il blitz è scattato nel quartiere Scacciagalline, dove le minori erano state portate pochi giorni dopo l’allontanamento dalla struttura di Civitella Alfedena. L’intervento è stato condotto da circa ottanta carabinieri, sotto il coordinamento della Procura di Sulmona, che nel tardo pomeriggio di domenica 21 giugno ha fatto irruzione in un appartamento al quarto piano di una palazzina Ater.
All’interno si trovavano le due bambine insieme alla moglie ottantenne di un parente della madre. La donna è ora indagata a piede libero nell’ambito di una contestazione di sequestro di persona in concorso. Al momento del ritrovamento le minori erano in buone condizioni generali, ma visibilmente spaventate dall’irruzione improvvisa.
Poco dopo la mezzanotte, le due sorelle sono state accompagnate fuori dall’edificio dai militari, mentre sotto la palazzina si era radunata una piccola folla che ha accolto il loro passaggio con un applauso spontaneo.

Sorelle scomparse, la localizzazione e la videochiamata
La svolta nelle indagini è arrivata nelle ultime ore grazie a un’utenza telefonica monitorata dagli investigatori. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, una delle due minori avrebbe effettuato una videochiamata verso un numero già sotto osservazione, consentendo così di restringere rapidamente l’area di ricerca fino a identificare l’appartamento di Formia.
Un errore digitale che ha permesso di chiudere il caso nel giro di poche ore, dopo giorni di ricerche e verifiche incrociate. Le bambine, secondo quanto emerso, si trovavano in quella casa da circa dieci giorni, poco dopo l’allontanamento dalla struttura protetta in Abruzzo.
Le indagini hanno inoltre ricostruito che il trasferimento sarebbe avvenuto con il coinvolgimento di alcuni familiari della madre, oggi al centro dell’inchiesta coordinata dalla magistratura.
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