
Campo largo, le tensioni nella sinistra-sinistra e le reazioni
Le reazioni politiche non si fanno attendere. Giuseppe Conte, interpellato dai cronisti, chiarisce che «È un evento che faremo noi», ribadendo la volontà di mantenere un perimetro politico definito. In un’intervista ad Andrea Scanzi, l’ex premier affronta anche il nodo delle possibili alleanze future: «Lavorerò sino all’ultimo giorno per definire un progetto solido e coerente e sicuramente mi sto ponendo il problema dell’affidabilità, ma non la posso risolvere dicendo mi è simpatico o antipatico Tizio, Caio o Sempronio».
La linea è netta: «No ad accozzaglie o caravanserragli». Una posizione che si intreccia con la replica indiretta di Matteo Renzi, che in un post su X osserva: «A noi non preoccupa questa foto: preoccupa la foto di un sovranista al Quirinale».
Sul fronte più a sinistra, il tema dell’esclusione dalla foto diventa occasione di chiarimento. Ai giornalisti che chiedono spiegazioni, Renzi-sinistra risponde: «Non siamo in quella foto perché non facciamo parte di questo gruppo di sinistra-sinistra che ha un consenso importante nel Paese, ma insufficiente a vincere e insufficiente a governare».
Una distinzione che evidenzia la fragilità interna del progetto del campo largo, ancora sospeso tra identità diverse e strategie non sempre convergenti. Più prudente la posizione di Riccardo Magi, leader di Più Europa, che definisce «fisiologico» il fatto che esistano iniziative separate in questa fase. «Noi — sottolinea — siamo quelli che hanno delle posizioni più chiare e intransigenti su alcuni temi fondamentali che andranno affrontati con serietà e senza scorciatoie».