Il sospetto sulla “stufetta killer”
All’interno della tenda sarebbe stata rinvenuta una stufetta utilizzata per fronteggiare le basse temperature di febbraio. L’ipotesi principale su cui si concentrano gli accertamenti è quella di un’intossicazione da monossido di carbonio.
Il monossido è un gas inodore e incolore che può svilupparsi durante la combustione in ambienti chiusi o scarsamente ventilati. In spazi ristretti, come una tenda sigillata per trattenere il calore, può accumularsi rapidamente e provocare perdita di coscienza senza segnali evidenti.
Gli investigatori stanno verificando il tipo di dispositivo, le modalità d’uso e le condizioni di aerazione del rifugio di fortuna. Ogni dettaglio sarà determinante per capire se si sia trattato di un tragico incidente domestico in condizioni estreme.

Autopsia e indagini della Procura
Le salme sono state trasferite all’ospedale Mazzoni di Ascoli. La Procura di Ascoli Piceno ha aperto un fascicolo e disposto l’autopsia, insieme agli esami tossicologici. Gli accertamenti medico-legali dovranno chiarire con precisione le cause del decesso e stabilire se vi siano state concause o eventuali altri fattori determinanti. Gli esiti saranno fondamentali anche per definire la tempistica della morte.
Le indagini sono seguite dalla squadra mobile della questura di Ascoli, con il supporto della polizia scientifica. Gli investigatori stanno ascoltando amici e conoscenti per ricostruire il contesto delle ultime settimane e capire se vi fossero segnali di difficoltà particolari.
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La gravidanza e l’offerta di una sistemazione alternativa
Maria Alejandra Nigrotti era all’ottavo mese di gravidanza e il parto era previsto per aprile. Un elemento che rende l’intera vicenda ancora più dolorosa e che impone ulteriori verifiche sul piano sanitario. Secondo quanto emerso, alla donna sarebbe stata proposta una soluzione di accoglienza assistita per tutelare lei e il bambino. Tuttavia avrebbe scelto di non accettare per non separarsi dal compagno.
La comunità di Ascoli Piceno è sotto shock per la morte dei due giovani e per la perdita del bambino che stava per nascere. Le istituzioni mantengono al momento il massimo riserbo, in attesa dei risultati ufficiali degli esami. Nei prossimi giorni, oltre all’autopsia, potrebbero essere effettuati ulteriori accertamenti tecnici sulla stufetta e sulle condizioni della tenda. Saranno questi elementi a stabilire se dietro la tragedia ci sia stato davvero un killer invisibile o se emergeranno altri fattori determinanti.