Cos’è il Toscana virus e perché può colpire il sistema nervoso
Il caso di Tommaso Paradiso ha richiamato l’attenzione sul Toscana virus, noto in Italia da anni e veicolato dai pappataci. Nella maggior parte delle situazioni l’infezione decorre in maniera lieve oppure resta priva di sintomi evidenti.
Come ha spiegato Matteo Bassetti, direttore delle Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, esiste però una quota più limitata di casi nella quale il virus può coinvolgere il sistema nervoso. È questa l’eventualità che richiede maggiore attenzione sotto il profilo sanitario.
Le manifestazioni più serie comprendono meningite, encefalite e meningoencefalite. Tra il 2016 e il 2023, i casi di infezione neuroinvasiva notificati in Italia sono stati 607. La diagnosi, inoltre, può essere complessa perché i sintomi possono sovrapporsi a quelli di altre infezioni.
Non sono attualmente disponibili un vaccino né un farmaco antivirale specifico contro il Toscana virus. La gestione dei pazienti si basa quindi sulla valutazione clinica e sulle cure necessarie in base al quadro riscontrato.
Toscana virus in Italia: i dati della sorveglianza Iss
I numeri raccolti dalla sorveglianza coordinata dall’Istituto superiore di sanità evidenziano una circolazione del virus che merita monitoraggio, soprattutto nei mesi favorevoli alla presenza degli insetti vettori.
Nel 2025 sono stati segnalati 115 casi autoctoni e un caso importato. Nel 2024 erano stati invece registrati 238 casi autoctoni e 503 importati, secondo i dati riportati dalla sorveglianza.
Per le forme neuroinvasive, il bilancio relativo al periodo 2016-2023 è di 607 casi, con due decessi associati all’infezione. Ben 276 notifiche, quasi la metà del totale, si sono concentrate nel biennio 2022-2023.
La distribuzione stagionale mostra che le segnalazioni si concentrano generalmente fra maggio e novembre, con il picco osservato in agosto. Circa il 70% dei casi neuroinvasivi analizzati ha interessato uomini.
Le forme neuroinvasive e il legame con il clima
Tra il 2020 e il 2023 sono disponibili informazioni cliniche dettagliate per 372 infezioni neuroinvasive. In questo gruppo, il 48,1% dei pazienti ha presentato meningite, il 32,5% encefalite e il 17,8% meningoencefalite.
In percentuali inferiori sono state rilevate anche polineuropatie e quadri con meningite associata a polineuropatia. L’Iss segnala inoltre una relazione fra l’andamento dell’infezione e alcune condizioni climatiche anomale o estreme.
Le annate con il più alto numero di casi, ovvero il 2018, il 2022 e il 2023, sono state caratterizzate da rilevanti anomalie termiche. Nel 2018 le temperature si sono mantenute oltre la media in primavera e in estate, in particolare nel Nord Italia, mentre il 2022 è stato indicato come l’anno più caldo dal 1961.

Come prevenire le punture dei pappataci
In assenza di un vaccino, la prevenzione si concentra soprattutto sulla riduzione dell’esposizione ai pappataci. L’Iss indica il periodo fra maggio e ottobre come quello nel quale la trasmissione risulta più favorevole.
Tra le precauzioni raccomandate rientrano l’uso di repellenti e di indumenti che coprano la pelle, come pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe. Queste misure sono particolarmente utili nelle attività all’aperto all’alba e al tramonto.
Possono contribuire a limitare il rischio anche le zanzariere a maglia fine alle finestre e, quando possibile, il soggiorno in ambienti climatizzati. L’obiettivo è ridurre le occasioni di puntura nel periodo di maggiore attività degli insetti.
Per Tommaso Paradiso, l’infezione ha comportato una pausa obbligata e l’annullamento di due date. Il cantautore ha comunque riferito di essere in miglioramento, pur precisando che il ritorno alle normali condizioni richiederà ancora tempo.