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“Cosa avevo notato di anomalo”. Mamma e figlia avvelenate, rivelazione choc del medico che ha cercato di rianimarle

Il racconto del primario Vincenzo Cuzzone: “perché il cuore non riparte?”

In un’intervista rilasciata a Il Corriere della Sera, il primario ha descritto i tentativi di rianimazione e il clima di emergenza vissuto durante le manovre. “Ricordo che mentre cercavo di rianimare la ragazza continuavo a chiedermi: perché il cuore non riparte?”. La domanda, ha spiegato, è rimasta senza risposte fino all’arrivo degli esiti degli esami tossicologici, che avrebbero confermato la presenza del veleno.

Il primario Vincenzo Cuzzone, reparto di Rianimazione del Cardarelli di Campobasso

Cos’è la ricina e perché è considerata una sostanza letale

La ricina viene descritta come una sostanza estremamente tossica, potenzialmente mortale anche in quantità minime e senza un antidoto specifico utilizzabile nella pratica clinica. In base a quanto riferito dal primario, l’efficacia dei soccorsi e la tempestività del trasporto non sarebbero state sufficienti a invertire l’evoluzione del quadro. “O si sopravvive o si muore rapidamente”, ha ribadito Cuzzone, richiamando la rapidità con cui l’organismo può collassare in questi casi.

Il trasferimento del padre e gli accertamenti in corso

Dopo la morte della donna e della figlia, il padre della ragazza, unico superstite della famiglia, è stato trasferito per precauzione allo Spallanzani di Roma. Le verifiche proseguono per chiarire la dinamica e ricostruire con precisione quanto accaduto, anche attraverso ulteriori accertamenti e attività investigative.

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