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“Cosa devo dirti”. Garlasco, Andrea Sempio si rivolge direttamente ad Alberto Stasi

La pressione mediatica e i video del passato

Sempio ha attribuito all’esposizione televisiva e giornalistica una parte rilevante delle conseguenze negative vissute negli ultimi mesi. “La maggior parte delle conseguenze negative le ho avute dall’attenzione mediatica”, ha affermato, riferendosi a un caso che viene discusso quotidianamente in programmi, servizi e social network.

Durante l’intervista è stato affrontato anche il tema di un vecchio video nel quale Sempio definiva lo stupro “una dimostrazione di forza del maschio”. La frase aveva provocato discussioni dopo la sua diffusione. L’indagato ha sostenuto che quelle parole andassero lette nel contesto più ampio della conversazione da cui erano state estratte.

“E​ra in una conversazione più ampia che aveva come tema come mai si dice che molte donne, tra le proprie fantasie erotiche, abbiano quella dello stupro”, ha spiegato il trentottenne. Sempio ha inoltre negato le indiscrezioni secondo cui avrebbe tentato di pagare per ottenere la rimozione di quel contenuto: “No, quella cosa lì è totalmente falsa”.

Andrea Sempio e il silenzio davanti ai magistrati

Bianca Berlinguer ha chiesto a Sempio di chiarire perché continui a rilasciare interviste pur non avendo risposto agli inquirenti. L’indagato ha distinto nettamente il piano televisivo da quello giudiziario, definendoli contesti non sovrapponibili. “Sono due piani totalmente diversi. Quando andiamo in televisione stiamo sparando a salve, stiamo spiegando le nostre questioni. Ma la parte vera, la parte giuridica, è un’altra cosa”.

Secondo la sua posizione, le apparizioni pubbliche servono a esporre la propria versione, mentre il confronto sulle questioni processuali deve svolgersi attraverso gli strumenti previsti e con l’assistenza dei legali. La facoltà di non rispondere ai magistrati rientra nei diritti riconosciuti a chi è sottoposto a indagine e, da sola, non costituisce un elemento di colpevolezza.

Caso Garlasco, la posizione di Sempio su Alberto Stasi

Nella parte conclusiva dell’intervista, l’attenzione si è spostata sul rapporto tra la nuova indagine che coinvolge Sempio e la vicenda giudiziaria di Alberto Stasi. L’ex fidanzato di Chiara Poggi è stato condannato in via definitiva, mentre la procura di Pavia sta svolgendo ulteriori approfondimenti sulla posizione di Sempio, che si dichiara estraneo al delitto.

Alla domanda se le notizie emerse negli ultimi mesi avessero modificato la sua convinzione sulla responsabilità di Stasi, Sempio ha risposto: “No, perché non mi fido neanche di quelle notizie”. Ha poi espresso una critica alla strategia difensiva dell’ex fidanzato di Chiara: “È la difesa di Stasi che mi ci ributta dentro tutte le volte, che spinge per cercare di far ripartire le indagini contro di me”. Si tratta della valutazione personale dell’indagato; le decisioni sugli elementi raccolti restano di competenza della procura.

La domanda diretta di Sempio a Stasi

La conduttrice ha infine chiesto a Sempio che cosa direbbe a Stasi in un eventuale incontro lontano da telecamere, avvocati e dibattito mediatico. La risposta non ha riguardato direttamente la ricostruzione dell’omicidio, ma il percorso che, secondo Sempio, avrebbe riportato il suo nome al centro della vicenda.

“Gli direi: ‘Ma tu ci credi davvero a tutto, a tutto questo casino che avete fatto partire?’”. Con questa frase, Sempio ha messo in discussione la direzione assunta dalle iniziative della difesa di Stasi e ha sollevato un interrogativo sulla posizione personale dell’ex fidanzato della vittima. Nell’intervista non è arrivata alcuna replica del diretto interessato.

Le strategie processuali sono elaborate dai legali e non consentono di dedurre automaticamente le convinzioni personali dell’assistito. Resta quindi distinta la dichiarazione di Sempio dall’attività difensiva di Stasi e dalle valutazioni autonome della magistratura.

Indagini sul caso Garlasco, cosa resta da chiarire

Le parole pronunciate in televisione aggiungono un nuovo passaggio al confronto pubblico sul delitto di Garlasco, ma non modificano il quadro giudiziario. Saranno le indagini e le verifiche nelle sedi competenti a stabilire il valore degli elementi raccolti e gli eventuali sviluppi. Intanto, la domanda rivolta idealmente da Andrea Sempio ad Alberto Stasi resta senza risposta pubblica.

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