
Un documento di nove pagine depositato al Tribunale per i minorenni dell’Aquila riporta nuovi elementi sul caso della famiglia nel bosco di Palmoli e sulle condizioni dei tre figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham dopo il trasferimento in una struttura protetta a Vasto.
La relazione, firmata dallo psichiatra Tonino Cantelmi e dalla psicologa Martina Aiello, analizza gli effetti dei cinque mesi trascorsi dai minori nella casa accoglienza, descrivendo cambiamenti nelle abitudini quotidiane, nell’alimentazione, nel sonno, nella socialità e nelle dinamiche educative.

Relazione al Tribunale: effetti del trasferimento e cambiamento delle abitudini
Secondo i consulenti incaricati dalla famiglia, l’impatto del trasferimento nella struttura protetta di Vasto sarebbe stato rilevante. I tre minori — la maggiore di 9 anni e due gemelli di 7 — avrebbero dovuto adattarsi a una routine differente rispetto a quella seguita in precedenza.
La relazione segnala un cambiamento marcato soprattutto sul piano alimentare. Prima dell’allontanamento, la dieta dei bambini sarebbe stata composta da alimenti naturali come verdura, porridge, legumi, frutta e frutta secca, senza carne e latticini. Nel periodo in struttura, invece, consumerebbero “cibi industriali e zuccheri processati”.
Alimentazione e reazioni emotive: il passaggio ai cibi confezionati
Nel documento si evidenzia che, in specifiche situazioni di difficoltà emotiva, i bambini tenderebbero a ricercare alimenti confezionati e zuccheri come forma di compensazione. Tra gli esempi citati vengono indicati i momenti successivi alle videochiamate con la madre.
I nuovi alimenti, si legge, “vengono attualmente ricercati in modo marcato e talora compulsivo”, mentre si starebbe delineando “una relazione disfunzionale con il cibo”.
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