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Le accuse: presunte frasi offensive contro gli avvocati dello studio Giarda

Secondo l’impostazione accusatoria, Lovati avrebbe leso reputazione e onore degli avvocati Fabio ed Enrico Giarda, figli del professor Angelo, attraverso dichiarazioni pubbliche considerate gravemente diffamatorie. All’epoca, Lovati era ancora il difensore di Sempio e intervenne davanti ai cronisti sostenendo l’esistenza di una strategia mirata ai danni del proprio assistito.

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Le dichiarazioni contestate dalla Procura

Nel dettaglio, tra le affermazioni finite al centro della contestazione, Lovati avrebbe definito la prima inchiesta del 2017 su Sempio come il “risultato di una macchinazione orchestrata dalla difesa dello studio Giarda”. Inoltre, avrebbe parlato di una “manipolazione organizzata dagli investigatori dello Studio” in relazione al prelievo del Dna.

Per l’accusa, tali espressioni eccederebbero i limiti della critica consentita e integrerebbero l’ipotesi di diffamazione.

Dove vennero pronunciate le frasi: la Caserma Montebello e il prelievo del Dna

Le dichiarazioni contestate sarebbero state rilasciate fuori dalla Caserma Montebello di via Monti, sede del Comando Legione Carabinieri Lombardia. In quel momento Sempio si era recato per il prelievo del Dna disposto dopo la riapertura delle indagini.

Secondo quanto ricostruito, davanti a giornali e televisioni Lovati avrebbe ribadito che l’istruttoria del 2017 “è stata frutto di una manipolazione organizzata” e avrebbe anche affermato che il Dna sarebbe stato “clandestinamente prelevato al mio assistito”. Ora la valutazione di quelle parole sarà rimessa al giudizio del tribunale, con l’ex avvocato chiamato a difendersi nel corso del processo.

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