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“Cosa non torna”. Strage di Crans-Montana, interviene Briatore: “Dentro quel locale…”

L’inchiesta delle autorità svizzere e i primi accertamenti

Le autorità elvetiche hanno aperto un’ampia indagine penale per fare piena luce sulla tragedia del locale Le Constellation. I reati ipotizzati sono incendio, omicidio colposo e lesioni colpose. L’obiettivo degli inquirenti è ricostruire la sequenza dei fatti, verificare il rispetto delle normative vigenti e individuare eventuali responsabilità a carico dei gestori, dei proprietari e di chi ha rilasciato i permessi necessari all’esercizio dell’attività. Tra gli elementi al centro degli accertamenti figurano i permessi amministrativi, la conformità delle vie di fuga, le caratteristiche dei materiali da costruzione utilizzati durante gli interventi di ristrutturazione e l’impiego di effetti scenici potenzialmente pericolosi. In particolare, l’attenzione si concentra sulle cosiddette candele pirotecniche, note come “fontane di luce”, applicate alle bottiglie durante il servizio ai tavoli: secondo le prime ipotesi, le loro scintille potrebbero aver originato l’incendio, propagatosi poi in modo rapido all’interno del locale.

Lo stesso Briatore, nel suo intervento, ha ricordato di aver da tempo eliminato questi dispositivi dai propri locali, sostituendoli con sistemi a funzionamento elettrico, proprio per ridurre al minimo il rischio di contatto con materiali infiammabili. Un aspetto che rientra nel più ampio tema della prevenzione incendi, in cui l’adozione di soluzioni tecniche meno scenografiche ma più sicure viene spesso raccomandata dagli esperti del settore. Parallelamente alle indagini penali, sono in corso anche verifiche di tipo amministrativo e tecnico, finalizzate a valutare se le norme locali in materia di sicurezza fossero adeguate al tipo di attività svolta e se i controlli periodici siano stati effettuati con la necessaria scrupolosità. La tragedia ha così acceso un confronto più ampio sulle politiche di sicurezza nei locali notturni in Svizzera e nei Paesi europei, con particolare attenzione alla gestione degli affollamenti durante eventi di grande richiamo come Capodanno.

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Soccorritori e forze dell'ordine a Crans-Montana dopo l'incendio

Il confronto con l’Italia e il quadro normativo sulla sicurezza

Nelle sue dichiarazioni, Briatore ha tracciato un netto confronto tra il sistema svizzero e quello italiano, sostenendo che episodi come quello di Crans-Montana sarebbero oggi difficilmente ipotizzabili in Italia, alla luce delle norme introdotte in seguito a gravi tragedie del passato. “In Italia non può succedere una cosa del genere. Le autorità non ti permetteremo mai di avere una licenza con un locale in quelle condizioni – conclude –. La cosa che mi fa strano è che gli svizzeri, sempre precisi, puntuali e puntigliosi nei controlli, abbiano concesso la licenza e abbiano permesso ai ragazzini di bere”. Il riferimento è alla progressiva evoluzione del quadro normativo italiano, resa più stringente dopo alcune tragedie che hanno segnato profondamente il Paese. Tra queste vengono spesso ricordati l’incendio del 1982 alla fiera antiquaria di Todi e il rogo del cinema Statuto di Torino nel 1983, eventi che causarono decine di morti e portarono a una revisione delle regole per le strutture destinate al pubblico spettacolo.

Proprio richiamando tali episodi, il capo del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, Eros Mannino, ha illustrato a Fanpage.it l’importanza delle prescrizioni tecniche oggi in vigore. “In base a queste due tragedie entrò in vigore nel nostro Paese la normativa che prevede l’obbligo di utilizzare materiali dotati di un’adeguata reazione al fuoco, o addirittura incombustibili, nelle strutture adibite a pubblico spettacolo”. Si tratta di disposizioni che riguardano non solo le strutture portanti, ma anche rivestimenti, arredi, tendaggi e tutti quegli elementi che possono facilitare la propagazione delle fiamme. In Italia, inoltre, l’iter per il rilascio del certificato di prevenzione incendi prevede un coinvolgimento diretto dei Vigili del fuoco, che effettuano sopralluoghi, verificano la presenza di uscite di sicurezza in numero adeguato, controllano i sistemi di allarme e di spegnimento automatico e valutano la gestione delle capienze massime consentite. L’insieme di queste misure ha l’obiettivo di ridurre la probabilità che un evento di natura accidentale, come un principio di incendio, possa trasformarsi in una strage.

La vicenda di Crans-Montana, tuttavia, ha dimostrato come, nonostante le normative, il rischio non possa essere mai azzerato e come la corretta applicazione delle regole, unitamente alla cultura della prevenzione, resti fondamentale. Il confronto tra diversi ordinamenti nazionali, sollecitato anche dalle parole di Briatore, potrebbe tradursi nei prossimi mesi in un rafforzamento degli standard di sicurezza adottati a livello europeo, con particolare riguardo ai locali che ospitano giovani e grandi eventi. Le famiglie delle vittime e i feriti, intanto, attendono risposte chiare dalle indagini, mentre il dibattito pubblico continua a concentrarsi su un punto centrale: garantire che tragedie come quella del locale Le Constellation non si ripetano, attraverso controlli più rigorosi, maggiore responsabilizzazione dei gestori e una costante attenzione alla tutela delle persone che frequentano i luoghi di intrattenimento.

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