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“Cosa non vi hanno detto su Stasi”. Garlasco, Roberta Bruzzone asfalta la nuova versione della procura

Il caso Garlasco torna al centro dell’attenzione dopo il recente comunicato della Procura di Pavia. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, i nuovi accertamenti hanno riaperto il confronto su alcuni passaggi delle indagini iniziali, compresi reperti già analizzati e valutazioni di natura scientifica.

Al centro della discussione ci sono le verifiche che riguardano Andrea Sempio, ma anche elementi emersi nelle prime fasi investigative. Secondo quanto riferito nelle ultime ore, l’attenzione si concentrerebbe in particolare su una calzatura Frau numero 42 e sugli esami genetici effettuati su alcuni reperti. Si tratta di aspetti che dovranno essere valutati nelle sedi competenti, attraverso ulteriori riscontri tecnici.

Garlasco, l’intervento di Roberta Bruzzone sulle nuove verifiche

Sugli sviluppi dell’inchiesta è intervenuta Roberta Bruzzone. La criminologa ha ribadito la propria posizione sulla ricostruzione giudiziaria che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi, invitando a distinguere tra le ipotesi formulate nel corso delle indagini e gli elementi che possono essere dimostrati in modo concreto.

Il caso continua a suscitare una forte attenzione pubblica e mediatica. Proprio per questo, secondo la criminologa, ogni dato dovrebbe essere esaminato evitando che il clamore possa incidere sul valore effettivo degli accertamenti. Restano centrali, in questa fase, la verificabilità dei risultati e la tenuta logica delle ricostruzioni proposte.

Bruzzone ha affrontato direttamente questo punto, scrivendo: “Le valutazioni della Procura vanno chiamate per quello che sono: ipotesi investigative. Anche quando sono suggestive, non diventano prove per il solo fatto di essere ripetute con tono assertivo. (…) Servono riscontri verificabili, una catena logica solida e spiegazioni capaci di reggere alle alternative. Le illazioni non bastano”.

La scarpa Frau numero 42 nel caso Garlasco

Tra gli elementi richiamati nella nuova ricostruzione investigativa figura una scarpa Frau numero 42, indicata come compatibile con la misura delle calzature di Andrea Sempio. Per Bruzzone, si tratterebbe di un dato da approfondire sul piano tecnico, senza che venga oscurato dalle altre questioni emerse nel dibattito sull’indagine.

La criminologa ha sottolineato: “Nel frattempo, il dato sulla calzatura Frau numero 42 rischia di finire sullo sfondo. Eppure è proprio dai dati materiali che dovrebbe partire il confronto tecnico (…) Il clamore non può sostituire questa analisi”.

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