Account violato: cosa può succedere dopo
Con l’accesso garantito, il truffatore ha campo libero. Può leggere le chat private, recuperare dati sensibili, foto, numeri di telefono e informazioni personali. Ma il rischio più grave è un altro: l’account rubato diventa uno strumento per nuove truffe. Utilizzando la tua identità, il criminale può inviare messaggi ai tuoi contatti, chiedere soldi, diffondere link malevoli o riproporre la stessa truffa ad amici e familiari. Chi riceve quei messaggi tende a fidarsi, perché arrivano da un numero conosciuto. Il danno, quindi, non è solo tecnico, ma anche reputazionale. In pochi minuti si può passare dall’essere vittima a diventare, inconsapevolmente, parte del problema.

Come difendersi: poche regole, ma fondamentali
Proteggersi da questo tipo di truffa è possibile, a patto di seguire alcune regole semplici ma non negoziabili. La prima è la più importante: mai inserire o comunicare codici di verifica, a 6 o 8 cifre, se non sei stato tu a richiederli esplicitamente. Nessuna azienda seria li chiede via messaggio. La seconda regola è il controllo della fonte: premi, concorsi o offerte non richieste vanno sempre guardati con sospetto, soprattutto se chiedono dati personali. Verifica i siti, cerca informazioni, non fidarti dell’urgenza. Terzo punto: blocca e segnala subito numeri sconosciuti o messaggi sospetti. Meglio sembrare diffidenti che ritrovarsi senza account. In un contesto in cui le truffe diventano sempre più sofisticate, l’unica vera difesa resta l’attenzione. Un attimo di prudenza può evitare settimane di problemi. E su WhatsApp, oggi più che mai, il codice non si tocca.