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Crans-Montana, c’è un arresto: la notizia arrivata ora

Le ipotesi di reato e il quadro dell’inchiesta

I proprietari del Constellation risultano indagati per i reati di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose. Tali contestazioni giuridiche fanno riferimento, in linea generale, a condotte che, pur non essendo intenzionali, possono aver contribuito, secondo l’impostazione accusatoria, al verificarsi dell’evento o all’aggravarsi delle sue conseguenze. Sarà compito degli inquirenti accertare se nel caso specifico vi siano state negligenze, imprudenze o violazioni di norme di sicurezza rilevanti.

Secondo quanto filtrato da fonti vicine all’indagine, durante il primo interrogatorio l’attenzione degli inquirenti si sarebbe concentrata principalmente sul profilo personale e professionale dei coniugi Moretti, nonché sulla struttura organizzativa e gestionale del Constellation. Sono stati acquisiti elementi relativi alle modalità di amministrazione del locale, alle figure responsabili della sicurezza e alle eventuali direttive interne in materia di emergenza e prevenzione incendi.

La ricostruzione minuziosa dei fatti della notte del rogo, vale a dire le fasi precise in cui si è sviluppato l’incendio di Capodanno a Crans-Montana, potrebbe essere affrontata nelle successive audizioni. In questa prospettiva, è prevedibile l’ascolto di numerosi testimoni, tra cui dipendenti del locale, membri dello staff di sicurezza, soccorritori intervenuti sul posto e persone presenti alla serata. Le testimonianze saranno incrociate con i rilievi tecnici effettuati all’interno della struttura. Parallelamente, esperti in materia di prevenzione incendi e ingegneria strutturale sono stati incaricati di analizzare le condizioni dell’edificio del Constellation. I loro rapporti tecnici, unitamente alle verifiche sulla documentazione amministrativa e sulle licenze, avranno un ruolo centrale nel determinare se le dotazioni di sicurezza fossero adeguate rispetto alla capienza del locale e al tipo di evento organizzato in occasione della notte di San Silvestro.

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La detenzione di Jacques Moretti e il ruolo del Tribunale delle Misure Coercitive

La decisione di disporre la detenzione preventiva di Jacques Moretti è stata motivata dalla Procura con il rischio concreto di fuga, uno dei presupposti che, secondo l’ordinamento svizzero, giustificano l’adozione di misure coercitive personali. La custodia cautelare in carcere ha natura temporanea e deve essere sottoposta in tempi brevi al controllo di un organo giudiziario indipendente, in questo caso il Tribunale delle Misure Coercitive del Vallese. Entro 48 ore dall’esecuzione della misura, il Tribunale è chiamato a valutare la sussistenza dei presupposti legali per il mantenimento della detenzione, esaminando gli atti trasmessi dal Ministero pubblico e le eventuali osservazioni della difesa. In questa sede verranno analizzati, tra l’altro, gli indizi raccolti a carico di Jacques Moretti, il rischio di fuga, il rischio di inquinamento delle prove o di reiterazione del reato, nonché la possibilità di applicare misure alternative meno afflittive.

L’esito di questa valutazione potrà confermare la custodia cautelare, modificarne la durata o disporne la revoca. La decisione del Tribunale delle Misure Coercitive rappresenterà quindi un passaggio determinante per il prosieguo della posizione processuale di Moretti e, più in generale, per l’assetto dell’inchiesta sull’incendio del Constellation. In caso di conferma della detenzione, gli inquirenti potranno proseguire con ulteriori atti istruttori tenendo conto della nuova situazione cautelare. La posizione di Jessica Moretti, pur rimanendo centrale all’interno del fascicolo, non è attualmente oggetto di un analogo provvedimento restrittivo. Anche per lei, tuttavia, sono previste ulteriori audizioni, nel corso delle quali la Procura potrà approfondire il ruolo svolto nella gestione quotidiana del locale, le decisioni assunte in materia di sicurezza e la conoscenza di eventuali criticità precedenti alla notte del rogo.

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