La vita tra Francia e Svizzera e la passione per il calcio
Secondo quanto riportato dai media locali, la vita di Noa si svolgeva tra Francia e Svizzera. Dopo la morte della madre, il ragazzo si era trasferito in Svizzera per vivere con il padre, continuando tuttavia a coltivare la propria passione per il calcio, già presente fin dall’infanzia.
Noa aveva iniziato il suo percorso sportivo nelle giovanili del Racing Besançon in Francia, per poi proseguire l’attività calcistica in Svizzera con il Lancy FC. Entrambi i club hanno reso noto pubblicamente il proprio cordoglio, sottolineando il legame del giovane con le rispettive realtà e la sua presenza all’interno dei settori giovanili.
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Le indagini sull’incendio e l’impatto della tragedia
Le società sportive coinvolte hanno espresso la loro vicinanza alla famiglia, ribadendo come la morte del ragazzo rappresenti una perdita che supera l’ambito agonistico. La vicenda viene descritta come parte di una tragedia collettiva, che continua ad avere ripercussioni emotive a distanza di giorni dal rogo e che interessa più comunità, tra Francia e Svizzera.
L’incendio di Crans-Montana, classificato come uno dei più gravi avvenuti recentemente nella regione, rimane oggetto di accertamenti da parte delle autorità competenti. La definizione esatta delle cause, delle responsabilità e della dinamica dell’evento è ancora in corso, mentre il numero delle vittime e dei feriti offre la misura dell’impatto di quanto accaduto nella notte di Capodanno.