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Crans-Montana, la notizia su Elsa Rubino è appena arrivata

La mobilitazione della scuola e della comunità di Biella

Nel Liceo Sella di Biella, frequentato da Elsa, la notizia del gravissimo incidente ha avuto un impatto immediato su studenti, docenti e personale scolastico. In breve tempo è stato organizzato un momento di raccoglimento per manifestare vicinanza alla ragazza e alla sua famiglia, con la partecipazione di numerosi compagni di classe e amici. I coetanei di Elsa hanno scelto di esprimere il proprio sostegno attraverso un messaggio tanto semplice quanto significativo: «Elsa resisti. Continua a brillare». La frase, rilanciata all’interno dell’istituto e sui canali di comunicazione utilizzati dagli studenti, è diventata il simbolo della speranza collettiva per il recupero della giovane e per il suo ritorno a scuola.

Oltre al minuto di silenzio disposto dal Ministero dell’Istruzione in memoria delle vittime e a sostegno dei feriti della tragedia di Crans-Montana, l’istituto scolastico ha predisposto la presenza di una psicologa, con l’obiettivo di aiutare gli studenti a elaborare quanto accaduto e ad affrontare le emozioni di paura, smarrimento e dolore emerse in queste giornate. A Biella è stato inoltre promosso un momento di preghiera nel Duomo, presieduto dal vescovo Roberto Farinella, al quale hanno preso parte i gruppi di preghiera locali legati alla figura di padre Pio e numerosi cittadini.

Il supporto istituzionale e il ringraziamento del padre

Fin dalle prime ore successive all’incidente, la famiglia di Elsa Rubino ha potuto contare sul sostegno delle istituzioni italiane, impegnate a monitorare la situazione sanitaria e a facilitare ogni forma di assistenza possibile in territorio svizzero. In particolare, si è attivata la Farnesina, attraverso la rete consolare e l’Ambasciata d’Italia in Svizzera, per garantire un canale costante di comunicazione con l’ospedale e con le autorità locali.

Accanto al Ministero degli Affari Esteri, è stata coinvolta anche la Protezione civile, che ha offerto collaborazione logistica e supporto nelle eventuali procedure di trasferimento sanitario, pur non essendo al momento praticabile un rientro in Italia, come hanno ribadito i medici che seguono il caso a Zurigo. Il padre di Elsa ha voluto sottolineare pubblicamente la gratitudine per la rete di solidarietà che si è creata in queste ore complesse: «Abbiamo avuto appoggio da tutti, dalla Farnesina alla Protezione civile. Non so quante persone dobbiamo ringraziare». Un ringraziamento che si estende anche ai medici, agli infermieri, agli psicologi e a tutte le figure impegnate quotidianamente nella cura della ragazza. La vicenda di Elsa Rubino, ancora in bilico tra la vita e la morte dopo l’incendio di Crans-Montana, resta al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica. Le prossime ore e i prossimi giorni saranno decisivi per comprendere l’evoluzione del suo quadro clinico, mentre familiari, amici e comunità continuano a seguire con apprensione ogni aggiornamento proveniente dall’ospedale universitario di Zurigo.

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