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Crans Montana, emerge la terribile verità

Crans-Montana, il cellulare sequestrato e la pista digitale

L’inchiesta si è ora spostata sul piano digitale. Il sequestro del cellulare di Balet rappresenta un passaggio chiave: gli investigatori cercano eventuali segnalazioni ignorate, avvertimenti ricevuti o pressioni subite prima dell’incendio. Chat, email e messaggi potrebbero chiarire se le criticità del Constellation fossero note e, soprattutto, se qualcuno abbia scelto di non intervenire.

Il caso, però, non si esaurisce nella figura del funzionario indagato. Se Balet non fosse stato qualificato, resta aperta la domanda su chi lo abbia nominato e su quali controlli siano stati effettuati a monte. Il Comune di Crans-Montana rischia così di essere travolto da un’accusa di colpa organizzativa, mentre la magistratura verifica se la mancanza dei titoli sia un episodio isolato o il sintomo di una gestione superficiale dei protocolli di emergenza.

La differenza tra una tragica fatalità e una strage colposa passa ora attraverso documenti, dati digitali e interpretazioni normative. Un confine sottile, ma decisivo, che potrebbe riscrivere la verità su una delle pagine più nere della recente cronaca alpina.

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