La sera dell’incendio e le versioni contrastanti
Secondo la versione fornita da Gabrielli, la notte di San Silvestro si sarebbe recato al Constellation esclusivamente per vedere la fidanzata, dopo aver terminato il turno di lavoro nell’altro ristorante della famiglia. Una presenza, quindi, non legata all’organizzazione o alla gestione dell’ingresso.
Tuttavia, come riportato anche dal Corriere della Sera, alcune testimonianze raccolte dagli inquirenti lo collocherebbero all’ingresso del locale, impegnato nella selezione dei clienti. Due versioni che non coincidono e che sono ora al vaglio delle autorità svizzere, chiamate a ricostruire con precisione ogni fase di quella notte.

Scatoloni, furgoni e documenti scomparsi
A sollevare ulteriori interrogativi è un episodio documentato dalle telecamere del Tg1. Le immagini mostrano alcuni uomini intenti a caricare mobili e scatoloni su un furgone dal retro del Vieux Chalet. Una scena che ha attirato l’attenzione degli investigatori e dell’opinione pubblica.
Il tutto si inserisce in un contesto già complesso, aggravato dalla scomparsa di documenti relativi alla ristrutturazione del Constellation. Gabrielli ha spiegato che quelle carte potrebbero essere andate perdute in seguito a due allagamenti avvenuti nei mesi precedenti, ma anche questo aspetto resta oggetto di verifiche.
Leggi anche: Esplosione in Italia, crolla l’edificio in fiamme: ricerche disperate tra le macerie
L’inchiesta giudiziaria e il coinvolgimento del governo italiano
Sul piano istituzionale, il caso ha assunto una dimensione internazionale. Il governo italiano ha confermato l’intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario aperto in Svizzera. A Palazzo Chigi si è tenuto un incontro con i familiari delle vittime, durante il quale il sottosegretario Alfredo Mantovano ha annunciato l’attivazione dell’Avvocatura dello Stato.
L’assistenza legale seguirà l’evoluzione del caso anche a livello europeo. I legali delle famiglie hanno ribadito che l’obiettivo non è un risarcimento immediato, ma l’accertamento completo delle responsabilità e delle eventuali negligenze.
L’indagine prosegue tra interrogatori, analisi tecniche e acquisizione di nuovi elementi. Restano aperti molti interrogativi: dalle condizioni di sicurezza del locale alla gestione dell’emergenza, fino al comportamento delle persone presenti nei momenti precedenti e successivi allo scoppio dell’incendio.
Il nome di Jean-Marc Gabrielli, per il suo doppio ruolo di testimone diretto e persona legata sia alla vittima sia ai gestori, rimane uno dei punti più delicati dell’intera vicenda, destinato a pesare nelle prossime fasi dell’inchiesta.