
Le indagini sulla tragedia di Crans-Montana continuano a far emergere nuovi elementi sulla gestione della sicurezza all’interno del locale Le Constellation. Al centro dell’attenzione ci sono le prassi adottate durante le serate e l’utilizzo sistematico di bengala e altri dispositivi pirotecnici, ritenuti un possibile innesco dell’incendio che ha provocato la morte di 40 persone.
In questo contesto assumono particolare rilievo le dichiarazioni di Jessica Moretti, chiamata a chiarire le abitudini del personale. Nei video circolati online si vedono cameriere issate sulle spalle dei colleghi mentre avvicinano i bengala al soffitto del locale. Di fronte alle domande degli inquirenti, Moretti ha spiegato: “Non l’ho mai impedito, ma non l’ho mai ordinato”. Ha poi ribadito che “non era la prima volta, ma non era qualcosa che facevamo sempre. Non l’ho mai impedito, ma non l’ho mai ordinato“. Affermazioni che oggi vengono riesaminate alla luce di quanto emerso dopo il rogo.
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Uso abituale di bengala: trovati 25 già consumati nel locale
Le verifiche tecniche effettuate nel locale di Crans-Montana hanno evidenziato che l’impiego di bengala non era sporadico, ma costituiva una pratica consolidata. L’Istituto forense di Zurigo, incaricato di svolgere le analisi dopo l’incendio, ha rinvenuto all’interno del discobar 25 bengala già consumati.
La maggior parte di questi residui è stata individuata in prossimità dei tavoli, accanto alle bottiglie sulle quali venivano fissati durante le serate. Questo particolare conferma un utilizzo frequente e disinvolto dei bengala come elemento scenografico, in un ambiente che, per caratteristiche strutturali e affollamento, avrebbe richiesto rigorose misure di sicurezza antincendio.
Il borsone e il deposito: sequestrati bengala e petardi “Thunder King”
Oltre ai bengala già utilizzati, gli inquirenti hanno individuato ulteriori quantitativi di materiale pirotecnico all’interno del locale di Crans-Montana. Secondo quanto riportato anche dalla stampa svizzera e italiana, durante l’ispezione è stato scoperto uno stanzino adibito a deposito in cui erano conservati circa 100 bengala ancora imballati, riposti in uno scatolone.
Nel corso della stessa perquisizione è stato inoltre rinvenuto un borsone, probabilmente introdotto da un cliente, all’interno del quale erano presenti 14 petardi. Tra questi, gli esperti hanno contato 6 potenti “Thunder King”, articoli pirotecnici di forte intensità. Il complesso di questi ritrovamenti viene descritto dagli investigatori come un vero e proprio arsenale pirotecnico, difficilmente riconducibile a un uso occasionale.
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