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Crans-Montana, è morto anche lui! Arriva la notizia peggiore: giovanissimo

Si aggrava ulteriormente il bilancio della strage di Crans-Montana, uno dei fatti di cronaca più drammatici degli ultimi anni in Svizzera. La Procura svizzera ha comunicato che un 18enne svizzero, rimasto gravemente ferito nell’incendio del locale Le Constellation scoppiato nella notte di Capodanno, è morto nella giornata di sabato. Con questo nuovo decesso, il numero delle vittime sale a 41, mentre i feriti restano 115, molti dei quali con conseguenze permanenti.

Il giovane era ricoverato da settimane in un ospedale di Zurigo, dove i medici hanno tentato a lungo di stabilizzarne le condizioni dopo le ustioni e le lesioni riportate durante la fuga dal locale in fiamme. La sua morte arriva a più di un mese dall’incendio, confermando come le conseguenze di quella notte continuino a produrre effetti devastanti anche a distanza di tempo.

Le vittime e il dolore che attraversa più Paesi

Tra le vittime della strage di Crans-Montana figurano anche sei giovanissimi italiani, tutti minorenni al momento della tragedia. Hanno perso la vita Giovanni Tamburi, Achille Barosi, Emanuele Galeppini, Chiara Costanzo e Riccardo Minghetti, tutti di 16 anni, insieme all’italo-svizzera Sofia Prosperi, che aveva 15 anni. I loro nomi sono diventati il simbolo di una ferita che ha colpito non solo la Svizzera, ma anche l’Italia, unendo nel lutto famiglie e comunità di diversi Paesi.

Il ricordo dei ragazzi continua ad accompagnare ogni aggiornamento ufficiale sull’inchiesta, mentre parenti e amici attendono risposte definitive su quanto accaduto all’interno del locale quella notte. Il dolore resta vivo e si rinnova a ogni nuovo sviluppo, come dimostra l’impatto emotivo dell’annuncio dell’ultimo decesso.

L’inchiesta e le responsabilità sotto accusa

Sul piano giudiziario, la Procura ha confermato che quattro persone risultano indagate per la strage. Si tratta dei coniugi Jacques e Jessica Moretti, titolari del Le Constellation, di un ex funzionario del Comune di Crans-Montana e dell’attuale responsabile comunale per la sicurezza pubblica e le ispezioni degli immobili, Christophe Balet. Le accuse ruotano attorno a presunte omissioni nei controlli e alla gestione delle misure di sicurezza del locale.

Gli inquirenti stanno cercando di chiarire perché il servizio tecnico comunale, noto per la severità dimostrata in altri casi, non abbia effettuato le ispezioni annuali nel discobar dei Moretti. Secondo quanto emerso, controlli regolari avrebbero potuto evidenziare uscite di sicurezza insufficienti o mal segnalate, in alcuni casi persino bloccate, oltre alla presenza di pannelli fonoassorbenti non ignifughi. Elementi che, se confermati, potrebbero aver contribuito in modo decisivo alla portata della tragedia.

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