
Strage di Crans-Montana, prove, controlli e una gestione contestata
Le criticità più gravi riguardano la gestione delle prove. L’avvocato Romain Jordan ha avanzato l’accusa di «distruzione di prove», sostenendo che tra le 3 e le 6 del mattino, mentre l’incendio divampava, sarebbero stati oscurati il sito web e gli account social di Le Constellation, contenenti immagini e video utili a documentare le carenze in materia di sicurezza. Un elemento che la Procura dovrà valutare con attenzione.
A questo si aggiunge il mancato sequestro dei beni dei Moretti, nonostante l’ipotesi di risarcimenti milionari, e l’acquisizione di un dossier consegnato direttamente dal Comune, responsabile dei controlli. Dal documento emergerebbe che dal 2020 non erano mai state effettuate verifiche nel locale. Una scelta che solleva interrogativi, considerando che l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Nicolas Féraud, potrebbe a sua volta finire sotto inchiesta.
Secondo Sebastien Fanti, l’indagine non può limitarsi ai soli proprietari: «ci sono responsabilità non secondarie di chi in questi anni non ha effettuato i dovuti controlli sulla struttura». L’avvocato parla di una gestione «anomala» per un Paese come la Svizzera, denunciando ritardi su perquisizioni, sequestri e controlli fondamentali, mentre le famiglie delle vittime si sentono sempre più sole davanti a un sistema che, a loro giudizio, «in qualche modo sta remando contro» chi ha subito la tragedia.