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“Crollo totale!”. Sondaggi shock per quel partito: chi festeggia

Lega in difficoltà, Forza Italia e Futuro Nazionale al 7,5%

Nel centrodestra cambia anche il rapporto di forza tra gli alleati minori. Forza Italia viene indicata al 7,5%, la stessa percentuale raggiunta da Futuro Nazionale, la formazione guidata da Roberto Vannacci. Quest’ultima cresce di mezzo punto e raggiunge così il partito azzurro.

L’avanzata di Futuro Nazionale si colloca in controtendenza rispetto al calo della Lega e rende più mobile il quadro interno alla coalizione. Fratelli d’Italia continua a mantenere un vantaggio molto consistente, ma alle sue spalle il confronto tra le altre forze del centrodestra appare più aperto.

Il risultato porta il movimento di Vannacci a contendersi il quarto posto tra i partiti inclusi nella rilevazione. Si tratta di un passaggio che evidenzia come anche spostamenti limitati nei consensi possano incidere sugli equilibri politici, soprattutto in vista delle prossime elezioni politiche.

Sondaggi Piepoli, il Pd perde un punto e il M5S resta stabile

Sul versante progressista, il dato più significativo è quello del Pd. Il Partito democratico perde un punto percentuale e scende al 20%. Il Movimento 5 Stelle, invece, resta fermo al 12,5%, mentre Alleanza Verdi-Sinistra guadagna lo 0,5% e sale al 7%.

I numeri si inseriscono nel confronto in corso sulla costruzione del campo largo. Alla Festa dell’Unità, la segretaria dem ha ribadito l’ordine delle priorità per l’alleanza: prima la definizione del programma, poi l’eventuale percorso delle primarie. Rimangono differenze anche su alcuni temi internazionali, in particolare sull’Ucraina e sul sostegno a Kiev.

Per le forze progressiste, l’obiettivo non riguarda quindi soltanto la somma delle percentuali. La definizione di un’intesa comune richiede un equilibrio tra partiti e posizioni che restano, su più fronti, differenti.

Italia Viva al 2%, il nodo della leadership nel campo largo

Tra i partiti più piccoli, Italia Viva viene rilevata al 2%, in calo di mezzo punto. Matteo Renzi ha aperto alla possibilità di rinunciare alla leadership per favorire l’unità della coalizione, ma dal Movimento 5 Stelle restano le perplessità espresse da Giuseppe Conte.

Il presidente pentastellato ha manifestato contrarietà all’ipotesi di “dare centralità” a una forza con un consenso limitato. Un passaggio che conferma le difficoltà ancora presenti nella definizione degli assetti del campo progressista.

Azione raggiunge il 3%, toccando la soglia di sbarramento. Seguono +Europa, Sud Chiama Nord, Partito liberal democratico e Noi Moderati, tutti indicati all’1,5%. Ora! chiude allo 0,5%.

Campo largo al 43%, centrodestra al 42,5%

Il confronto più delicato è quello tra le coalizioni. Il campo largo raggiunge complessivamente il 43%, mentre il centrodestra si attesta al 42,5%. Il margine è dunque di appena 0,5 punti percentuali, una distanza che fotografa una competizione sostanzialmente aperta.

Da un lato il centrodestra può contare sulla stabilità di Fratelli d’Italia, dall’altro deve registrare le difficoltà della Lega. Sul fronte opposto, il vantaggio del campo largo resta condizionato dal calo del Pd e dalla necessità di trovare un accordo politico tra le diverse componenti.

Il quadro emerso dal sondaggio Piepoli mostra quindi equilibri fragili e ravvicinati. In una sfida segnata da scarti contenuti, anche variazioni minime nei consensi potrebbero assumere un peso decisivo.

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