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Crosetto-Vannacci, finisce malissimo: esplode il caos in aula

Il rischio di una frattura nella maggioranza e il voto blindato

Il vero nodo politico non era tanto l’opposizione, quanto la tenuta interna della maggioranza. L’ipotesi che una parte dei parlamentari potesse sostenere, anche solo per protesta, l’emendamento di Futuro Nazionale ha spinto Palazzo Chigi a chiudere ogni spazio di manovra.

Crosetto ha respinto con forza l’idea che la fiducia servisse a evitare il confronto: secondo il ministro, si tratta di uno strumento che obbliga ciascun partito a dichiarare apertamente se intende continuare a sostenere il governo su una delle sue scelte più delicate. Una linea dura che ha trasformato il voto in una prova di lealtà politica.

Le parole di Crosetto: “Non è scappare da una crisi, ma mostrarla”

Durante il suo intervento, Crosetto ha insistito sul rispetto per il Parlamento, sottolineando come la fiducia non sia una fuga dal dibattito, ma un atto di chiarezza. Secondo il ministro, il voto serve a separare nettamente chi sostiene l’azione dell’esecutivo da chi preferisce smarcarsi.

Una frase, in particolare, ha colpito l’aula: Crosetto ha affermato che la fiducia “non è un modo per scappare da una crisi interna, ma semmai per evidenziarla ancora di più”. Un passaggio che molti hanno interpretato come l’ammissione di tensioni reali e irrisolte all’interno della maggioranza, soprattutto sul fronte della politica estera e militare.

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L’attacco diretto a Vannacci: “Chi sputa nel piatto in cui ha mangiato”

A margine del voto, Crosetto ha usato toni durissimi nei confronti di Roberto Vannacci. Senza mai nominarlo direttamente come alleato credibile, il ministro ha lasciato intendere che il generale in pensione non rappresenti più un interlocutore affidabile per il centrodestra.

«Non ho particolari simpatie per chi sputa nel piatto in cui ha mangiato», ha dichiarato Crosetto, ricordando che Vannacci è stato eletto grazie alla Lega e alla coalizione di centrodestra. Il ministro ha aggiunto di non essere sorpreso dalla rottura, sostenendo di essersela aspettata fin dall’inizio.

Sulle defezioni di Edoardo Ziello e Rossano Sasso, passati dalla Lega al gruppo misto per aderire all’area vannacciana, Crosetto ha minimizzato, parlando di fuoriuscite che non rappresentano un precedente allarmante. Ma il messaggio politico è apparso chiarissimo: lo scontro tra governo e area Vannacci è ormai aperto e senza possibilità di rientro.

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