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Cuore bruciato, orrore nell’orrore: “Era già successo”. Viene fuori una verità atroce

L’attesa di riscontri dalle indagini

Gli inquirenti stanno quindi valutando se la morte del bambino sia riconducibile a una sequenza di errori umani o se, invece, possano emergere carenze di tipo organizzativo nelle fasi di prelievo, conservazione e trasporto. L’attività investigativa include l’analisi di tabulati, immagini delle telecamere e procedure interne dell’Azienda dei Colli, con l’obiettivo di ricostruire in modo puntuale ogni passaggio.

Secondo quanto rivelato dal Tg1, e riportato dal Gazzettino, nella lente della Procura ci sarebbero altri trapianti sospetti. L’eventuale estensione delle verifiche ad altri casi nel reparto di cardiochirurgia mira a chiarire se vi siano state falle nei protocolli del centro trapianti. La famiglia del piccolo chiede risposte su quanto accaduto, mentre l’inchiesta punta ad accertare responsabilità individuali e organizzative e a valutare la gestione della sicurezza dei trapianti nell’area ospedaliera napoletana.

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