La pressione sull’inchiesta e il precedente malore del 28 aprile 2025
Il ricovero non sarebbe il primo episodio di difficoltà fisica per Daniela Ferrari nel corso della riapertura dell’indagine. Il 28 aprile 2025, la donna aveva avuto un malore mentre veniva ascoltata come testimone presso il Comando provinciale dei carabinieri di Milano.
In quella fase, l’attenzione degli inquirenti era concentrata sulla gestione di un presunto falso alibi, legato a uno scontrino fiscale che, secondo l’impostazione investigativa, sarebbe stato predisposto per sostenere la posizione del figlio.
Il filone di Brescia: ipotesi di corruzione e somme indicate dagli inquirenti
La vicenda giudiziaria comprende anche un filone parallelo coordinato dalla Procura di Brescia. In quel contesto è stata ipotizzata la corruzione in atti giudiziari, con riferimento a presunti pagamenti effettuati dal padre di Andrea Sempio, Giuseppe Sempio, per una cifra indicata intorno ai 60mila euro, collegata all’obiettivo di ottenere l’archiviazione della prima indagine sul figlio (2016-2017).
Tra gli sviluppi più recenti, per l’ex procuratore Mario Venditti sarebbe stata prospettata una richiesta di archiviazione, mentre l’attenzione investigativa si sarebbe orientata con maggiore insistenza su alcuni ex carabinieri della compagnia di Pavia.
Social, esposizione mediatica e le dichiarazioni a “Quarto Grado”
Prima del ricovero, Daniela Ferrari era intervenuta pubblicamente in televisione, partecipando nel mese di maggio alla trasmissione Quarto Grado su Rete 4. In quell’occasione aveva descritto la situazione vissuta dalla famiglia, parlando di un calvario quotidiano e denunciando la ricezione di messaggi ingiuriosi e lettere anonime con inviti al suicidio.
Secondo quanto riportato, la donna aveva anche espresso il timore che un gesto estremo potesse essere interpretato come un segnale rispetto alla posizione del figlio. La difesa, nel frattempo, avrebbe raccomandato ad Andrea Sempio di restare vicino alla madre e di limitare l’esposizione ai contenuti online, ricordando che Daniela Ferrari non risulta indagata e che le valutazioni sulla vicenda spettano agli organi competenti.