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Di Battista, la telefonata di Giorgia Meloni dopo la diagnosi di tumore

La telefonata di Giorgia Meloni durante il ricovero

Uno dei passaggi che ha attirato maggiore attenzione riguarda il contatto con la presidente del Consiglio. Pur essendo stati spesso su fronti politici contrapposti, Di Battista ha riferito che il governo gli avrebbe manifestato solidarietà nel momento più difficile. Il riferimento alla telefonata di Giorgia Meloni è stato inserito dall’ex deputato in un quadro che ha distinto l’assistenza umana e istituzionale dalla dialettica politica.

“La presidente del Consiglio dei ministri con me personalmente si è comportata bene, come tutto il governo, mi hanno espresso solidarietà. Meloni mi ha chiamato quando ero all’Avana dicendo di lasciar perdere le polemiche su quel volo di Stato, che tra l’altro non è mai stata un’ipotesi”. La chiamata sarebbe dunque avvenuta mentre si discuteva pubblicamente di un possibile trasferimento in Italia attraverso mezzi istituzionali, ipotesi che Di Battista ha escluso.

Il passaggio mostra come, nelle circostanze più delicate, il confronto tra avversari politici possa lasciare spazio a messaggi di vicinanza. Non emergono, dal racconto fornito in trasmissione, elementi che indichino un coinvolgimento dello Stato nel trasferimento. Di Battista ha invece precisato che il ritorno è avvenuto attraverso i canali previsti dalla propria copertura assicurativa.

Il rientro a Roma e il ricovero al Gemelli

L’ex deputato ha spiegato di essere rientrato in Italia il 12 settembre con un’aeroambulanza, il cui costo sarebbe stato coperto dall’assicurazione. Dopo l’arrivo a Roma è stato ricoverato al Policlinico Gemelli fino al 18 settembre, per proseguire gli accertamenti e ricevere l’assistenza necessaria dopo l’operazione subita all’Avana.

Nel respingere le discussioni relative a un presunto volo di Stato, Di Battista ha usato parole nette: “Gli abbiamo dato una lezione di stile, sono tornato con un volo sanitario pagato dalla mia assicurazione. E’ stata indegna la polemica come è stato indegno che alcuni giornali mi abbiano dato per morto più volte o abbiano inventato bollettini sanitari e malattie”. Le sue dichiarazioni fanno riferimento alle notizie e alle ricostruzioni circolate durante il ricovero.

Il quadro clinico, per quanto riferito direttamente dall’interessato, richiede ancora prudenza. “Hanno asportato quasi tutto il tumore, ora farò le cure sperando che funzionino”. Di Battista ha evitato di presentare la sua condizione attraverso formule enfatiche, spiegando di voler seguire le indicazioni dei medici e affrontare con regolarità il percorso terapeutico. “Non devono mollare i dottori, non molleranno. Sono seguito molto bene, francamente”, ha detto.

“Tornato grazie a un intervento raffinatissimo di un dottore in un ospedale senz acqua”
Il grande ritorno di
Alessandro Di Battista pic.twitter.com/R9KgBbJwYH

— Peter (@peter78150525) September 29, 2026

Le cure e il futuro politico restano in secondo piano

Di Battista ha dichiarato di sentirsi «abbastanza bene», pur descrivendo una fase di recupero fatta di giornate diverse tra loro e di una normalità da riconquistare gradualmente. Dopo la diagnosi di tumore, l’operazione e il trasferimento in Italia, la priorità resta il completamento delle cure, con il massimo riserbo sui prossimi passaggi sanitari.

Al momento, ogni eventuale prospettiva di rientro elettorale appare secondaria. L’associazione Schierarsi proseguirà la propria attività, mentre l’ex deputato ha chiarito di voler concentrare le proprie energie sulla salute e sulla vita quotidiana. La vicenda, raccontata in prima persona, resta quindi legata soprattutto a un percorso clinico ancora in corso e all’attesa degli esiti delle terapie.

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