Di Battista, aneurisma e rientro in Italia: cosa dice il neurologo
“La cefalea a rombo di tuono nell’80-85% è causata da un aneurisma”, sostiene Barbanti ad Adnkronos. Quando l’aneurisma viene individuato, spiega il professore, può essere trattato attraverso tecniche endovascolari, introducendo un catetere da un’arteria femorale e posizionando delle spirali all’interno della dilatazione, oppure, in determinati casi, attraverso un intervento chirurgico.
Quanto alla possibilità di intervenire a Cuba, Barbanti osserva: “Penso di sì, la sanità cubana ha le conoscenze mediche e chirurgiche per farlo, ma dipenderà dalle condizioni cliniche, dalla volontà del paziente e dei familiari, che non conosciamo”.
Il punto centrale resta però la stabilità clinica. Nella giornata del 30 agosto, secondo quanto riportato da Adnkronos, due medici del Policlinico Gemelli erano attesi a Cuba per affiancare l’équipe locale e valutare anche la possibilità di un trasferimento in Italia.
Per Barbanti, tuttavia, un eventuale rientro non sarebbe immediato: “Tecnicamente non meno di una settimana, deve essere stabilizzato. E’ impensabile prima, ci sono tanti rischi come ad esempio la pressurizzazione dell’aereo“. Una valutazione che resta, naturalmente, legata alle condizioni cliniche effettive del paziente e alle decisioni dei medici che lo stanno assistendo.