Controlli individuali e dati delle aziende sanitarie
Secondo la linea indicata da Bassetti, non basterebbero dati generali sulla percentuale di vaccinati o documenti autocertificati al momento dell’iscrizione. La verifica dovrebbe essere svolta bambino per bambino, confrontando i dati anagrafici con i registri delle aziende sanitarie locali, in modo da individuare eventuali dosi mancanti, ritardi o situazioni che richiedono ulteriori accertamenti.
Un controllo capillare consentirebbe inoltre di distinguere le diverse condizioni previste dalla normativa, comprese le eventuali esenzioni per motivi sanitari certificate dagli specialisti. L’obiettivo sarebbe evitare che informazioni incomplete o non aggiornate lascino margini di incertezza proprio in luoghi, come le classi, nei quali il contatto ravvicinato tra bambini è quotidiano e prolungato.
Quando una vaccinazione risulta incompleta, i servizi territoriali possono programmare appuntamenti per il recupero delle dosi mancanti, nel rispetto delle valutazioni cliniche necessarie. La prevenzione, in questo quadro, non riguarda soltanto il singolo alunno: riguarda anche compagni, insegnanti, familiari fragili e tutte le persone che possono essere esposte a un’infezione trasmessa nella comunità.
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