L’intervento della Guardia Civil e il rintraccio del padre
A notare il minore, apparso disorientato, sono stati gli addetti dell’area di servizio. I dipendenti hanno quindi contattato la Guardia Civil, intervenuta per assistere il bambino e avviare gli accertamenti necessari.
Attraverso l’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza, gli agenti sono riusciti a identificare l’automobile e a risalire alla sua targa. La situazione è stata ricostruita in tempi brevi, anche se il veicolo si trovava ormai a notevole distanza dal luogo della sosta.
La telefonata dopo due ore e mezza di viaggio
Solo intorno alle 23, dopo essere stato contattato dalla polizia, il padre ha compreso che il figlio non si trovava con lui. A quel punto ha dovuto invertire il percorso e tornare indietro per circa 140 chilometri, fino all’area di servizio dove il bambino era stato preso in consegna dagli agenti.
Al momento, dalle verifiche effettuate dalle autorità, è emerso che si è trattato di una disattenzione involontaria. Il bambino è stato riaffidato alla famiglia e la vicenda si è conclusa senza conseguenze.
La raccomandazione della Guardia Civil agli automobilisti
Dopo l’episodio, la Guardia Civil ha richiamato l’attenzione degli automobilisti sull’importanza di controllare sempre che tutti i passeggeri siano presenti prima di lasciare un’area di sosta. Una verifica particolarmente necessaria durante i viaggi lunghi e, soprattutto, quando a bordo ci sono minori.