L’attenzione sulla sanità locale e i primi soccorsi
Subito dopo i primi sintomi, madre e figlia avevano più volte cercato assistenza al Pronto Soccorso locale. I medici, inizialmente, avevano interpretato i malesseri come lievi e non sospetti, rimandando le pazienti a casa. Solo in seguito, quando le condizioni si sono aggravate, il ricovero si è reso necessario, ma ormai era troppo tardi. Per questo la Procura aveva inizialmente iscritto cinque medici nel registro degli indagati con ipotesi di omicidio colposo e lesioni personali colpose, senza trascurare le responsabilità sanitarie. Ora, con l’evoluzione della pista della ricina, il focus si sposta dall’errore medico a un possibile crimine pianificato, amplificando l’attenzione sugli ultimi giorni di vita di Sara e Antonella e su chi possa aver avuto interesse o opportunità di compiere un gesto così estremo.
Le indagini proseguono serrate, con perizie tossicologiche, ricostruzioni dei pasti e analisi delle interazioni sociali della vittime, in attesa di chiarire un mistero che ha lasciato tutta Campobasso sotto choc.