
Sono stati individuati i corpi dei quattro sub italiani dispersi da giovedì scorso dopo un’immersione alle Maldive. La conferma è arrivata dalle autorità locali al termine della ripresa delle operazioni di ricerca nel sito subacqueo noto come Cave Dive, nell’Atollo Vaavu, area in cui si è verificato l’incidente.
Secondo quanto comunicato, i corpi sono stati localizzati nel terzo segmento della grotta, una sezione ritenuta particolarmente complessa da raggiungere e da esplorare. Il punto esatto si trova in un ambiente con passaggi stretti e correnti importanti, fattori che rendono difficili sia la navigazione subacquea sia le manovre di recupero.
Le autorità hanno spiegato che, a causa delle condizioni del mare e dei rischi connessi alle immersioni profonde in quell’area, per le ricerche è stato utilizzato un ROV, ossia un veicolo sottomarino telecomandato impiegato nelle missioni ad alto rischio. L’uso di questa tecnologia consente ispezioni e individuazioni senza esporre immediatamente altri sommozzatori a pericoli aggiuntivi.

La squadra sul posto e il coordinamento delle autorità
Nell’area di intervento è arrivata anche una squadra specializzata formata da tre sommozzatori finlandesi della società Dan Europe. Il loro supporto si inserisce nel dispositivo di soccorso coordinato con la Guardia Costiera delle Maldive, la missione nazionale di soccorso e le unità della polizia maldiviana, con l’obiettivo di gestire ogni fase in condizioni di sicurezza.
Le autorità locali hanno scelto un’impostazione prudente, basata su verifiche preliminari, raccolta di informazioni tecniche e pianificazione delle attività. La zona è infatti considerata particolarmente insidiosa e richiede valutazioni puntuali prima di intraprendere manovre che prevedano presenza umana prolungata in profondità.
A chiarire l’approccio adottato è stato il portavoce della Presidenza maldiviana, Mohamed Hussain Shareef, che ha indicato come in questa fase siano previste soprattutto ispezioni tecniche e procedure di familiarizzazione con il sito, rinviando immersioni profonde immediate. Si tratta di una scelta operativa legata alla complessità dell’ambiente e alle condizioni che possono cambiare rapidamente.
Perché Cave Dive è un sito ad alta complessità
Il sito di Cave Dive, noto tra gli appassionati di immersioni tecniche, è caratterizzato da tratti angusti, visibilità variabile e correnti che possono intensificarsi in poco tempo. In contesti di grotta o di cavità sommerse, la progressione può risultare difficoltosa e richiede procedure rigorose, attrezzature specifiche e pianificazione dei tempi di rientro.
In generale, le immersioni in grotta implicano una gestione accurata dell’orientamento, dei punti di riferimento e delle riserve d’aria, oltre al controllo della galleggiabilità e della comunicazione con il compagno d’immersione. Qualsiasi imprevisto, in spazi limitati e senza accesso diretto alla superficie, può complicare il rientro e rendere necessario l’intervento di soccorso in condizioni estreme.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva