Indagini sul Grand Hotel di Riccione e sei indagati
L’operazione, riporta SkyTg24, si inserisce in un’indagine più ampia coordinata dalla Procura, che ipotizza il reato di bancarotta fraudolenta. Sei persone risultano iscritte nel registro degli indagati. Tra queste c’è Gianni Andreatta, 75 anni, originario della provincia di Treviso, formalmente residente a Cuba e indicato dagli investigatori come il presunto principale regista della vicenda.
Gli accertamenti hanno inoltre portato al sequestro di immobili e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 29 milioni di euro. Si tratta di un provvedimento che fotografa la portata dell’inchiesta, anche se le responsabilità individuali dovranno naturalmente essere valutate nelle sedi competenti.

Le ipotesi della Procura sulla gestione dell’hotel
Secondo l’ipotesi accusatoria, l’attività del Grand Hotel sarebbe proseguita in condizioni irregolari anche dopo il fallimento della società che ne curava la gestione. Gli inquirenti ritengono che siano stati effettuati numerosi pagamenti in contanti e che la struttura sarebbe stata condotta “in nero”, malgrado l’avvio della procedura concorsuale.
Per la Procura, dopo il fallimento l’albergo avrebbe dovuto essere affidato al curatore fallimentare designato dal Tribunale. È proprio su questo passaggio che si concentra una parte rilevante delle indagini: ricostruire chi abbia gestito concretamente l’attività, con quali modalità e in quale periodo.
Perquisizioni e cash-dog: gli accertamenti della Guardia di Finanza
Le Fiamme Gialle hanno effettuato perquisizioni non soltanto all’interno dell’hotel, ma anche in diversi immobili situati nelle province di Rimini, Milano, Monza e Brianza e Bari. Durante le attività nella struttura ricettiva è stato impiegato anche un cash-dog, un cane addestrato per individuare denaro contante.
Un dettaglio che restituisce il clima degli accertamenti, condotti per verificare flussi di denaro, documentazione e altri elementi ritenuti utili all’inchiesta. Al momento, le verifiche proseguono e il quadro dovrà essere ulteriormente definito dagli investigatori.
La crisi del Grand Hotel di Riccione e l’asta prevista
Inaugurato nel 1929, il Grand Hotel di Riccione è uno degli edifici più riconoscibili della città. Da anni, tuttavia, la struttura attraverserebbe una profonda crisi economica: il passivo stimato è di circa 25 milioni di euro e il fallimento è stato dichiarato nel 2023.
La vicenda, già complessa sul piano finanziario, ha ora assunto anche un rilievo penale. L’immobile dovrebbe essere messo all’asta il prossimo 23 settembre, con una base di circa 24 milioni di euro. Resta da capire quali ulteriori elementi emergeranno dalle indagini e quale sarà il futuro di un albergo che, per decenni, ha rappresentato un simbolo della riviera romagnola.