
Lo stadio, fino a un attimo prima vivo di cori e scambi rapidi, si è gelato all’improvviso. Un giocatore rallenta, si irrigidisce, porta la mano al petto: poi il corpo cede, come se qualcuno avesse spento la luce.
Per qualche interminabile secondo, in campo e sugli spalti, nessuno capisce davvero. Si avverte solo quella paura muta che arriva quando lo sport smette di essere gioco e diventa fragilità. I compagni si avvicinano, i volti cambiano, l’aria si fa pesante.

Paura per Eriksen, il crollo in campo
È successo durante l’amichevole tra Danimarca e Ucraina: a finire al centro dell’incubo è stato Christian Eriksen, ex Inter, crollato al 79° minuto dopo essersi toccato il petto. Per un attimo, il pensiero è tornato a quel ricordo che il calcio non ha mai davvero cancellato: l’episodio drammatico vissuto agli Europei del 2021.
I sanitari sono scattati in campo senza esitazioni, mentre giocatori e spettatori seguivano con il fiato sospeso ogni gesto, ogni segnale, ogni sguardo scambiato tra i soccorritori.


Malore in Danimarca-Ucraina: cosa è successo al 79° minuto
L’azione si è fermata di colpo. Eriksen si è accasciato sul terreno di gioco e per alcuni istanti ha perso conoscenza, facendo riaffiorare un’ondata di apprensione collettiva. Attorno a lui si è creato subito un cerchio di uomini in ansia, mentre dalla panchina partivano richiami concitati e le tribune sembravano trattenere il respiro.
La partita è stata interrotta proprio al 79° minuto e, dopo quanto accaduto, è arrivata anche la decisione di annullare l’incontro.
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