Violazioni dello spazio aereo greco, i dati indicati da Atene
La fonte militare greca interpellata dall’Afp ha invitato a ridimensionare l’accaduto, chiarendo: «Non è un episodio grave».
L’episodio di Alessandropoli si inserisce in un quadro che, secondo il ministero della Difesa greco, vede un aumento delle violazioni dello spazio aereo greco attribuite alla Turchia. Nella maggior parte dei casi segnalati da Atene si tratterebbe di droni.
I dati diffusi dalle autorità greche indicano nessuna violazione registrata nel 2024, quindi 225 casi nel 2025 e 433 episodi fino all’inizio di agosto. Atene presenta regolarmente proteste per quelle che considera incursioni nel proprio spazio aereo.
Drone turco in Grecia, la ricostruzione dell’episodio
Al momento, la ricostruzione disponibile non segnala danni né ripercussioni operative durature sull’aeroporto di Alessandropoli. L’intercettazione dei caccia F-16 e il cambio di pista del volo civile hanno consentito di chiudere l’emergenza senza ulteriori conseguenze.
Resta alta l’attenzione sul fenomeno delle violazioni segnalate dalla Grecia: il caso del drone turco, pur definito non grave dalla fonte militare, conferma la sensibilità degli scenari che coinvolgono aree aeroportuali e traffico aereo civile.