La presunta doppia vita e lo stupore di chi lo conosceva
A due giorni dai fatti, le persone vicine all’uomo continuano a manifestare sorpresa. Né tra i clienti del bar né, secondo quanto riferito, nell’ambiente dello studio di tatuaggi dove lavora la compagna, sarebbero emersi segnali capaci di far pensare a una doppia vita.
I vicini parlano dei Lazri, famiglia di origine albanese residente da anni a Torino, come di persone discrete. “Sono persone tranquille”, spiegano i vicini di casa parlando dei Lazri, famiglia originaria dell’Albania che vive da anni a Torino. “Una famiglia per bene, estremamente riservati. Non sappiamo molto di loro, parlano poco, li vediamo col bambino. Ma non ci sono mai stati problemi”.
Anche un cliente del bar ha raccontato il proprio sgomento dopo avere appreso del presunto coinvolgimento dell’uomo: “Mi dispiace, non sapevo che facesse sta roba qua, mi sembra strano. Non me lo aspettavo”. E ha aggiunto: “Non avevo idea che avesse una doppia vita, ma queste cose non si fanno”.


I precedenti e la posizione della famiglia Lazri
Dietro l’immagine di una quotidianità ordinaria, tuttavia, risultano alcuni precedenti per reati contro il patrimonio. Nel 2013 Lazri fu coinvolto in un furto in una villa in provincia di Asti. La sua avvocata, Roberta Sisimbro, ha richiamato il percorso svolto dall’uomo negli anni successivi, spiegando che “stava cercando di reintegrarsi e lavorava regolarmente”.
Nel frattempo, il bar dove Lazri lavorava è rimasto chiuso. All’esterno non sono comparsi fiori né messaggi. La famiglia, attraverso la legale, ha scelto di non rilasciare dichiarazioni pubbliche nelle ore successive alla morte dell’uomo.
“La famiglia non ha dichiarazioni da rilasciare perché chiede che venga rispettato il loro momento di lutto e da parte mia ricordo soltanto che viviamo in uno Stato di diritto, c’è la Carta costituzionale e la legge da rispettare”, ha dichiarato l’avvocata Sisimbro.
La legale ha invitato a non anticipare valutazioni finché le indagini sulla morte di Gjovalin Lazri non avranno fornito un quadro più definito. “Per il resto attenderemo il prosieguo delle indagini, perché a questo punto abbiamo ancora molti pochi elementi per poter esprimere qualunque tipo di valutazione o commento”. È su questi elementi che si concentreranno ora gli investigatori, chiamati a ricostruire con precisione quanto accaduto a Baldissero d’Alba.