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“È da troppo che me lo tengo dentro, non volevo dirlo”. Colpo di scena Garlasco, ci ha messo anni per parlare. Ed è choc

La donna di Dorno: «È da tanto che me lo tengo dentro»

La testimonianza è stata raccolta nel corso di “Storie Italiane”. La donna ha riferito di lavorare, nell’agosto 2007, come cuoca in un ristorante di Dorno, comune vicino a Garlasco frequentato anche da numerosi clienti provenienti dalla cittadina.

Secondo quanto dichiarato, già all’orario di apertura del locale si sarebbe parlato della morte di una ragazza. Il riferimento, che necessita di riscontri, sarebbe stato successivamente collegato alla morte di Chiara Poggi. Nel pomeriggio, sempre stando al suo ricordo, le conversazioni avrebbero iniziato a indicare esplicitamente un omicidio.

“Io lavoravo in un ristorante di Dorno, facevo la cuoca, cominciavamo alle 12, già a quell’ora girava la voce in merito all’omicidio di una ragazza a Garlasco. Lo riccordo bene, è da tanto che me lo tengo dentro, non avevo mai voluto dirlo, con tutto quello che sta succedendo, troppi suicidi, secondo me suicidi non sono, ne sono convinta come la Procura. Io ricordo che a mezzogiorno e mezzo io stavo mettendo fuori il buffet, arrivava la gente e parlava di questo perché lavoravamo con tanta gente di Garlasco. Si diceva del ritrovamento di una ragazza morta, nel pomeriggio si è iniziato a parlare di omicidio, a me questa storia me l’ha fatta venire in mente l’avvocato Lovati, anche lui ha detto che sapeva di questo”.

Il punto centrale riguarda dunque l’orario indicato dalla testimone. Se la notizia fosse effettivamente circolata a Dorno già attorno a mezzogiorno, gli investigatori dovranno accertare a quale episodio si riferissero quelle voci e attraverso quali canali possano essersi diffuse.

Garlasco, l’invito del legale Antonio De Rensis

Sulla dichiarazione è intervenuto anche l’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi. Il legale ha sottolineato che una testimonianza resa durante una trasmissione televisiva non può essere valutata come prova e ha invitato la donna a presentarsi davanti alle autorità.

“Dico di trovare il coraggio, andare alle autorità competenti, riferire più particolari possibili. Io non so chi sia, se dica il vero o no, da come si esprimeva sembrava credibile, ma conta zero, vada a riferire ogni particolare, senza coraggio si vive in maniera limitata, vero o non vero lo stabilirà chi fa le indagini. Lovati non ha mai smentito questo”.

Le parole del legale richiamano il passaggio essenziale della vicenda: soltanto gli accertamenti della Procura potranno stabilire l’attendibilità del racconto, la precisione degli orari e l’eventuale utilità investigativa delle informazioni fornite.

La testimone pronta a incontrare un avvocato

Durante la trasmissione è stato annunciato un possibile sviluppo concreto. La donna avrebbe fissato per venerdì 6 novembre un incontro con un avvocato, che potrebbe assisterla nel successivo confronto con la Procura.

L’eventuale deposito formale delle sue dichiarazioni permetterebbe agli inquirenti di esaminarne ogni dettaglio, cercando conferme esterne e verificando l’origine della notizia che, secondo la testimone, si sarebbe diffusa prima del previsto.

Al momento non è possibile attribuire al racconto il valore di un elemento probatorio, né ritenere accertato che la morte di Chiara Poggi fosse conosciuta negli orari indicati. Resta però un nuovo interrogativo nella lunga e drammatica storia del caso Garlasco: chi parlò per primo, quella mattina, del ritrovamento di una ragazza morta?

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