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“È irriconoscibile”: era una delle politiche più famose, cosa le è successo

Una lunga assenza dalla politica attiva

L’assenza di Angela Merkel dalla quotidianità della politica di partito appare netta. Non emergono, dalle fonti a disposizione, elementi concreti che indichino una sua volontà di tornare a guidare la CDU o di assumere incarichi politici operativi.

Il suo nome, però, conserva un peso rilevante. La sua stagione di governo viene ancora analizzata per le grandi decisioni che hanno segnato la Germania e l’Europa, dalla crisi migratoria alla politica climatica. Nel 2015, insieme a Barack Obama e a papa Francesco, fu tra le personalità della leadership internazionale associata al percorso che portò all’Accordo di Parigi sul clima del 12 dicembre.

Restano inoltre aperte le discussioni sulle conseguenze della sua lunga leadership. Tra le critiche ricorrenti vi è quella di non aver preparato una successione politica solida e di aver indebolito possibili rivali interni. È un tema che continua a richiamare attenzione nel confronto sul futuro dei cristiano-democratici tedeschi.

La riservatezza sulla vita privata di Angela Merkel

Se la dimensione pubblica di Merkel è stata studiata in ogni dettaglio, la sua vita privata è rimasta costantemente protetta. L’ex cancelliera ha sempre mantenuto un confine molto rigido tra il proprio ruolo istituzionale e la sfera personale, senza trasformare la famiglia in un elemento della comunicazione politica.

Tra le poche informazioni emerse con continuità vi sono i soggiorni a Solda, in Alto Adige, dove trascorreva tempo con il marito Joachim Sauer dedicandosi alla montagna. Anche in questo caso, il quadro restituito dalle testimonianze è quello di abitudini lontane dall’esposizione mediatica e dalla scena politica di Berlino.

Le escursioni a Solda con Joachim Sauer

Durante le permanenze in Alto Adige, Merkel e Sauer erano accompagnati dalla guida alpina Olaf Reinstadler, per oltre 25 anni alla guida del soccorso alpino di Solda. Reinstadler, morto a 62 anni nel luglio 2026 dopo una breve malattia, era considerato una guida di fiducia della coppia.

In un’intervista alla rivista Bergsteiger del 2024, raccontò di rivolgersi ancora a lei con il lei, chiamandola “signora Cancelliera”. Descrisse anche la sua preparazione fisica con parole molto precise: “Cammina finché la guida alpina non dice che è ora di fermarsi”.

Non mancano gli episodi che mostrano prudenza e attenzione alle condizioni della montagna. In una circostanza, la coppia rinunciò a proseguire verso il Cevedale perché il passaggio era stato giudicato “decisamente troppo esposto”. Un dettaglio privato, ma significativo della scelta di mantenere un profilo sobrio anche fuori dalla politica.

Merkel e l’ipotesi di una mediazione sulla guerra in Ucraina

Il nome di Angela Merkel è riemerso anche nel dibattito sulla guerra in Ucraina. In una conferenza del 18 maggio, l’ex cancelliera ha espresso rammarico per la distanza dell’Unione europea dal tavolo dei negoziati.

Il Financial Times l’ha inserita tra le possibili figure europee per una mediazione con la Russia, insieme a Mario Draghi, Alexander Stubb e Sauli Niinistö. Interpellata dal quotidiano, Merkel ha risposto che “probabilmente altri sarebbero più adatti”.

L’ipotesi resta controversa. Esponenti della CDU hanno criticato la dipendenza energetica della Germania dalla Russia maturata durante i suoi governi, mentre un parlamentare ha definito “insensata” l’idea di impiegarla come negoziatrice. La situazione conferma quanto la sua eredità resti divisiva, anche senza un suo ritorno diretto nella politica attiva.

Il ritratto ufficiale e il messaggio contro l’estrema destra

Un altro elemento racconta il legame di Merkel con i principi che hanno caratterizzato la sua azione pubblica. L’ex cancelliera ha scelto personalmente l’artista per il proprio ritratto ufficiale, lo ha finanziato con denaro proprio e ne ha mantenuto la proprietà.

L’opera dovrebbe essere esposta in un museo pubblico e concessa in prestito alla cancelleria. Merkel avrebbe previsto la possibilità di ritirarla nel caso in cui alla guida dell’istituzione entrasse un rappresentante dell’estrema destra. Una posizione coerente con la sua linea storica: “mai con la AfD, mai con l’ultra destra”.

L’eredità politica e il futuro della CDU

Per ora, dunque, non ci sono elementi verificabili per parlare di un ritorno di Angela Merkel in politica né per confermare la presunta apparizione al congresso CDU della primavera 2026. Ciò che emerge è piuttosto il profilo di un’ex cancelliera che interviene solo in occasioni selezionate, protegge la propria vita personale e continua a essere chiamata in causa nei grandi dossier europei.

La sua influenza non dipende più da un incarico, ma dal confronto costante con gli anni del suo governo. Per la CDU e per la Germania, la questione rimane aperta: misurarsi con l’eredità di Merkel significa ancora interrogarsi sull’identità del centro politico tedesco e sul confine invalicabile con l’estrema destra.

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